10 marzo 2008

La recensione / Undici Settembre: la verità (forse) ha le gambe lunghe.



di Andrea Mameli
«L'Unione Sarda», 7 marzo 2008, pag. 19.


Le bugie hanno le gambe corte. E per quanto tentino di nascondersi prima o poi vengono scoperte. Di fronte a fatti importanti c’è sempre qualcuno che non si accontenta delle spiegazioni ufficiali e tenta di percorrere nuove strade. Spesso questi tentativi non portano da nessuna parte, perché quello che hanno visto tutti è la verità. Ma a volte, nonostante l’evidenza, dietro i grandi eventi si nascondono altre verità. Il fascino del mistero, dell’intrigo, della cospirazione, da sempre attiva la naturale curiosità dell’uomo. Il successo di romanzi d’avventura, film e telefilm basati su questa chiave è enorme. Basti pensare a “Harry Potter”, “Il Codice da Vinci”, “Lost”.

In genere, tra una spiegazione semplice e una complessa, è la prima ad avere maggiori probabilità di successo, secondo la metodologia del rasoio di Guglielmo di Ockham.

Ma in alcune situazioni la regola viene sovvertita dai fatti o dalle evidenze. O, come nel caso dell’undici settembre, dalla quantità considerevole di zone d'ombra.

Accade così che, nonostante la colossale esposizione mediatica, l’episodio che ha segnato la storia degli ultimi anni non risolve i dubbi con la commissione d’inchiesta federale. Anzi. Gli elementi controversi sono talmente numerosi da vanificare ogni speranza di una facile soluzione. Una lettura approfondita la tenta Pino Cabras con il libro “Strategie per una guerra mondiale, dall’11 settembre al delitto Bhutto” (Aìsara, 2008, 360 pagine, 14,50 euro) che sarà presentato a Cagliari oggi alle 18 (salone della Società Umanitaria, Viale Trieste 126, coordina il giornalista Celestino Tabasso, legge alcuni brani l’attore Elio Turno Arthemalle). Il volume - cui è associato il blog http://pinocabras. blogspot.com - contiene una ricostruzione minuziosa dei fatti sotto molteplici punti di vista.

Affiorano fortissimi intrecci tra politica, economia, apparati d’intelligence e industria degli armamenti. Spuntano inquietanti presenze occulte (organizzazioni segrete attive in ogni angolo del mondo a difesa di forti interessi) e attività tanto evidenti da passare in secondo piano rispetto alle immagini degli schianti (le esercitazioni militari in corso nei giorni dei grandi attentati: Usa 2001 e Londra 2005).

Un castello d’accuse circostanziato come quello messo in piedi da Cabras non sarà sufficiente a smontare la ricostruzione ufficiale, che istintivamente si riconosce come l’unica possibile, ma aiuterà a leggere la realtà in maniera saggiamente critica. Al terrorismo, questa è la tesi principale, si può pensare come alla punta di un iceberg: sotto l’acqua si celano altri mostri, a loro agio nelle acque insanguinate della guerra totale.

Il libro di Cabras squarcia un altro velo mistificatorio: la presunta minaccia di allestire in volo gli ordigni composti da liquidi. Minaccia che si traduce nelle forti limitazioni al bagaglio a mano di chi vola, ma che in realtà è inconsistente: bisogna saper miscelare opportune dosi di acetone e acido solforico a perossido d’idrogeno purissimo. Le basse temperature necessarie alla reazione e le esalazioni tossiche che si sprigionano fanno della bomba da innescare nella toilette dell’aereo una storia buona solo per un film d’azione.


8 commenti:

Paolo ha detto...

E' solo la prima di tante recensioni che passeranno sulla stampa e sul web. Più che una recensione, anzi, questa è una presentazione dell'evento con scheda libro. Dovrai aprirti una finestra apposita "recensioni".
Paolo

Andrea Mameli ha detto...

Il bambino ha ammirato il disegno e dopo averci pensato un pochino ha decretato: quello è un altro aereo che superman(nu) ha dovuto frenare per evitare l'impatto con un palazzo, la notte dopo che di giorno aveva fermato l'altro...
andrea

Andrea Mameli ha detto...

Io aggiungo: È buffo come i colori del vero mondo divengano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo (Malcolm McDowell, Alex in Arancia meccanica). Ovviamente veramente veri è un assoluto tutto da dimostrare! ;)
a.

paolo ha detto...

il libro mi è piaciuto molto. E'audace ma estremamente attento e ricco di dettagli. La versione ufficiale ne esce a pezzi, e compare una realtà spaventosa e indigeribile.
La recensione dell'Unione Sarda, invece, mi sembra un esempio di quella tecnica di "avvelenamento dei pozzi" di cui tu parli. Una fiera delle banalità infarcita di citazioni a sproposito, degna della stampa italiana degli ultimi anni.
Un lavoro di tale livello non la meritava.
Paolo

Andrea Mameli ha detto...

Caro Paolo, sono molto curioso di sapere a quali banalità ti riferisci.
Io ho scritto un articolo sulla pagina della cultura dell'unione sarda dopo aver letto attentamente e apprezzato profondamente il lavoro di Pino. Non mi sembra che la tua critica si rivolga al mio articolo. Ma se così fosse avrei molto da imparare e te ne sarei eternamente grato.
Grazie

Andrea Mameli ha detto...

Caro Paolo, mi fanno notare che nella tua circostanziata critica evidenzi citazioni a sproposito. Ora, onestamente, se sei in grado di elencare queste citazioni a sproposito, fallo. Punto per punto.
E anche le banalità. Dai, ci conto!
Grazie

paolo ha detto...

caro Andrea,
intanto grazie per il modo, estremamente garbato, con cui mi chiedi di giustificare le ragioni del mio commento. Cercherò di essere chiaro ed egualmente garbato. Premetto, forse sono stato troppo duro, ma gli ultimi quattro anni, in cui tutta l'informazione ufficiale si rifiuta categoricamente di dare voce ai dubbi sul motivo che ci ha portato a sostenere due guerre (quasi tre) che hanno già prodotto oltre un milione di morti, mi hanno portato ad un atteggiamento di ostilità quasi preconcetta verso la stampa e le televisioni.

Cominciamo con le banalità: "Il fascino del mistero, dell’intrigo, della cospirazione, da sempre attiva la naturale curiosità dell’uomo. Il successo di romanzi d’avventura, film e telefilm basati su questa chiave è enorme."
Qui non si tratta di divertire il lettore attraverso una narrazione fantastica ma di aprire gli occhi intorno ad un fatto che può essere deteminante per il futuro dell'umanità.
"Basti pensare a “Harry Potter”, “Il Codice da Vinci”, “Lost”."
Queste, a mio parere, sono citazioni a sproposito, come accostare il giornalismo di indagine alla fiction.
Ancora, è una citazione a sproposito quella de "la metodologia del rasoio, di Guglielmo di Ockham."
non si tratta, infatti, di una spiegazione semplice e di un'altra complessa, ma di una vera ed un'altra falsa. Dovendo scegliere una giustificazione filosofica, avrei ricordato il mito della caverna, di Platone, che spiega come esistano diversi livelli di conoscenza e come le masse, di norma, si accontentino di spiegazioni, costruirte per loro dai politici, che non somigliano per niente alla verità.

"Al terrorismo, questa è la tesi principale, si può pensare come alla punta di un iceberg"
Anche qui non sono d'accordo. La punta di un iceberg è una locuzione adatta a descrivere un fenomeno di cui si riconosce la qualità ma non le dimensioni, poiché è, in realtà, molto più esteso di quanto sembra.
In questo caso il terrorismo, che nei termini in cui ci viene presentato non esiste, è piuttosto una mantello che copre una realtà inguardabile. Vediamo ciò che non esiste e non ci accorgiamo della realtà. In altre parole, la versione che ci viene proposta da tutti i media, tutti, è questa: L'America e l'intero occidente è tenuta sotto attacco da un organizzazione terroristica micidiale, chamata Al Qaeda. La spiegazione che ci propone Pino Cabras, e pochi altri intellettuali, è molto diversa: noi, Occidente, sotto la guida di un ristrettissimo gruppo di politici (io direi criminali) statunitensi, stiamo attaccando il Medio Oriente per sottrarre
ai legittimi proprietari il petrolio, di cui abbiamo disperato bisogno. Gli attentati, e l'esistenza stessa di Al Qaeda nei termini in cui la conosciamo, è una pura invenzione, tesa a rendere accettabile un atto di aggressione altrimenti inqualificabile.

Scusa ancora per l'irruenza, ma è quella di chi vuole gridare la verità ad un mondo che non ascolta.
Paolo

Andrea Mameli ha detto...

Ho capito. In realtà temevo che stessi facendo di tutta l'erba un fascio e questo mi sarebbe dispiaciuto molto. Ora replico punto per punto.

Quelle che tu chiami banalità sono per me il necessario preambolo per dire: spesso si fa gazzosa su fantasiosi complotti (e le fiction sono uno specchio della realtà) invece il lavoro di pino cabras si discosta perché va a fondo e trova elementi di assoluta serietà.

Quanto al terrorismo mi pare che il messaggio del libro di pino sia proprio che rappresenti la punta dell'iceberg ovvero ci sono i terroristi, questo nessuno lo nega, ma se confrontato con altre organizzazioni "in giacca e cravatta" si rivela assolutamente marginale. Pochissimi uomini si trovano per caso a compiere qualche attentato ma sono usati come strumento da menti raffinate, ben nascoste e ben pagate. Non possiamo affermare che il terrorismo non esiste, bensì che esso viene ingigantito enormemente.

Il petriolio entra in questo gioco, e duramente, ma non è l'unico elemento (quando finirà se ne troveranno altri).

Pino dovrà per forza scrivere un secondo libro su quel che accade ora (di cui sappiamo solo attraverso canali non ufficiali) perché l'informazione è fortemente drogata.