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4 ottobre 2013
L'11 settembre e l’Operazione Gladio
“Più
grosso del Watergate”: incontri ‘regolari’ degli USA con i
leader di Al-Qa’ida, documentate operazioni terroristiche sotto
falsa bandiera condotte dalla Casa Bianca, allo scopo di trasformare
le persone ‘in pecore’.
Il
padre di una vittima delle Torri Gemelle ci dice perché sostiene la
campagna del movimento per la verità sull’11 settembre che in
questo mese viene esposta a Times Square e in altre parti del mondo.
Il
calendario delle proteste per settembre.
Cerchiamo
la verità nei fatti insieme a Bob
Mc Ilvane,
il cui figlio Bobby è stato ucciso nell’atrio della Torre Nord;
con il dottor Daniele
Ganser,
autore del libro “Gli
eserciti segreti della NATO”;
con Elizabeth
Woodworth,
di ‘Consensus 911’; con il co-direttore editoriale del ‘Journal
of 9/11 Studies’, il dottor Graeme
Mac Queen;
con il dottor Kevin
Barrett,
autore del libro “Questioning
the War of Terror”;
con l’ingegnere civile Jon
Cole, di
‘Architects and Engineers for 9/11 Truth’; e con Rachel
Maddow,
conduttrice di “The Rachel Maddow Show”.
Trascrizione
del video, trasmesso da RT in data 8 settembre 2013:
RT:
Sono
Daniel Bushell. Alti funzionari dicono che la Casa Bianca stia dietro
il terrorismo contro la stessa popolazione americana, e nuove prove
sull’11 settembre, restate con noi.
Voce
fuori campo.
Ex
funzionari dell’amministrazione hanno parlato degli incontri di
funzionari americani con il vertice di Al-Qa’ida
Si
mostra un’immagine del WTC 7 a Times Square
E
il padre di una vittima delle Twin Towers ci racconta cosa significa
essere attaccati dai media del mainstream.
RT:
Per
decenni, atti di terrorismo di cui si è attribuita la responsabilità
ad “estremisti” sono stati in realtà pianificati e finanziati
dalla Casa Bianca. Questo è quanto affermano alti funzionari del
Governo e della CIA. La campagna nota come Gladio, secondo l’ex
capo della CIA Bill Colby, è “un’operazione di primaria
importanza”.
Nel
corso di una testimonianza sotto giuramento, uno dei cospiratori ha
confessato: “tu devi attaccare i civili, la gente, le donne, i
bambini, lontano da qualunque gioco politico, in modo che le autorità
possano dichiarare uno stato di emergenza”.
Dottor
Daniele Ganser, autore del libro “Gli eserciti segreti della NATO”,
molte grazie per essere qui con noi. Allora, i media del mainstream
non ne parlano, ma è ormai provato e ufficialmente documentato che
decenni di attacchi terroristici contro la popolazione sono stati in
realtà organizzati dalla CIA e dalla Casa Bianca.
Dr.
Daniele Ganser: L’operazione
Northwoods, e le prove sull’operazione Gladio, oggi noi disponiamo
dei dati. E grazie ai dati, la gente comincia a capire che questo è
effettivamente avvenuto, ma c’è ancora un momento psicologico in
cui è molto difficile credere che queste cose stiano ancora
accadendo, perché si tratta di cattive notizie. Di fondo, tutto
questo significa che il terrorismo può essere manipolato al fine di
prendere il controllo della popolazione, e di guidarla come se fosse
un gregge di pecore, letteralmente. E se qualcuno ti dice che sei una
pecora, che ti hanno ingannato e manipolato con operazioni
terroristiche sotto falsa bandiera, bene, si tratta di cose che
nessuno davvero vuole sentirsi dire.
RT:
Continuiamo
ad imbatterci in questo termine: “strategia della tensione”, da
parte della Casa Bianca. Qual è il suo significato?
Ganser:
Strategia
della tensione in realtà significa che tu fai esplodere una bomba, e
dici che è stato il tuo nemico a farlo. Le prove di cui oggi
disponiamo ci dicono che questa strategia non è finita, e sta
andando avanti ancora oggi.
RT:
“Più
grosso del Watergate”, ha detto Dennis Saccher, dell’FBI, a
proposito del supporto che gli USA hanno dato ai leader di Al-Qa’ida
fino al 2001, e Veterans Today scrive che la cosa va avanti ancora
oggi.
L’ex
funzionario dissidente dell’FBI Siebel Edmonds ha svelato la verità
su gli “innumerevoli meeting” in cui, regolarmente,
rappresentanti del Governo USA e l’allora numero due di Al-Qua’ida,
oggi il suo leader, Ayman Al-Zawahiri, si incontravano fino a poco
prima del settembre 2001.
Luglio
2001: Agenti dell’FBI che stavano indagando sugli attentatori
dell’11 settembre sono stati esclusi dalle indagini, e minacciati
di procedimento disciplinare.
Nell’estate
del 2001, dopo che alcuni agenti avevano arrestato Mohammed Khalifa,
direttamente collegato al terrorista Ramzi Yousef, nella lista dei
terroristi più ricercati dagli USA, il Segretario di Stato in
persona intervenne perché Khalifa fosse immediatamente trasferito in
Arabia Saudita, e rilasciato.
Il
Dottor Kevin Barrett è l’autore del libro “Questioning the War
on Terror”. E’ un piacere incontrarla. Quindi, in realtà abbiamo
dei leader che ammettono che questi terroristi sono solo degli
strumenti...
Kevin
Barrett: E
questo è esattamente quel che è in realtà Al-Qa’ida. E’ il
burattino delle agenzie di intelligence dell’Occidente. Lo abbiamo
sentito dire da Mohamed Heikal, che è il più importante
commentatore politico del mondo arabo, e che ci ha detto,
immediatamente dopo l’11 settembre, che la storia ufficiale degli
attentati alle torri era ridicola. Heikal ha detto che quando lui era
ai più alti livelli di governo in Europa, era la persona che aveva
il compito, essenzialmente, di operare come infiltrato e dirigere,
virtualmente, la cosiddetta Al-Qa’ida. Ci ha detto che Al-Qa’ida
è piena di gente dell’intelligence saudita, americana, israeliana
e naturalmente egiziana, e che come organizzazione terroristica, da
sola, non sarebbe in grado di fare praticamente nulla.
Nafeez
Ahmed, uno
dei più importanti studiosi di terrorismo, ci ha parlato di un
incidente avvenuto in Turchia – credo poco prima dell’11
settembre. Uno che si riteneva fosse un importante comandante di
Al-Qa’ida era stato arrestato in Turchia, e le guardie della
prigione, che erano musulmane, avevano notato che non pregava e che
aveva chiesto di mangiare carne di maiale. Così, gli dicono
“pensavamo che tu fossi un musulmano integralista”, e lui si
mette a ridere, e dice “no, è solo una strategia della tensione”.
RT:
l’11
settembre di quest’anno, i più importanti fisici, piloti,
ingegneri, appoggiano i parenti delle vittime nella lotta contro il
muro di silenzio dei media del mainstream.
Una
grande insegna a Times Square e in molti altri posti del paese sfida
il fatto che la maggior parte degli Americani non sappia che l’11
settembre un terzo grattacielo, che non fu colpito da alcun aereo, è
crollato collassando in caduta libera come le due torri.
Alle
5 e venti del pomeriggio, il WTC 7 improvvisamente, ordinatamente e
simmetricamente, si è sgonfiato come un pancake.
Video
“ReThink911”:
Roland
Angle, ingegnere strutturale civile:
Questa è fisica di alta scuola.
Jonathan
Smolens, ingegnere strutturale:
Un edificio non può collassare in caduta libera con quarantamila
tonnellate di strutture di acciaio, e con tutti i suoi sistemi
strutturali interni, se non viene fatto esplodere con una demolizione
controllata.
RT:
La versione
del Governo è che il fuoco degli incendi sviluppatisi all’interno
degli uffici ha fatto in modo che l’acciaio delle 84 colonne si
indebolisse e cedesse allo stesso momento, ma ci sono altre versioni.
Jon
Cole, uno delle migliaia di esperti indipendenti che fanno parte di
Architects and Engineers for 9/11 Truth, grazie di essere con noi.
Allora, chi è stato?
Jon
Cole: Chi
non è stato sono i diciannove dirottatori che si dice abbiano
dirottato gli aerei. È impossibile che quell’acciaio possa essere
stato fuso dagli incendi degli uffici, o dal carburante degli aerei,
o dal collasso stesso. È fisicamente impossibile, non può essere
riprodotto in via sperimentale. Sfida le leggi della fisica.
Se
mettiamo da parte la politica, le nostre credenze e la religione, e
ci limitiamo ad utilizzare il metodo scientifico, il WTC 7 è, di
base, un classico caso di demolizione controllata in cui un edificio
collassa su se stesso in caduta libera, e precipita dritto dritto
sulla propria superficie di appoggio.
Questa
è l’unica spiegazione che possa essere coerente con tutte le prove
disponibili: la nano-termite, le microsfere di ferro, le alte
temperature rilevate nelle macerie, la caduta libera, l’accelerazione
uniforme delle torri, che sono venute giù con velocità costante e
uniforme, senza strattoni o scatti neanche quando le parti superiori
cedevano su quelle sottostanti. Se non ci sono variazioni nella
velocità di caduta, la ragione non può che essere che qualcosa,
all’interno, ha fatto esplodere le torri, permettendo di accelerare
uniformemente verso il basso.
L’unica
cosa che ha senso, dal punto di vista scientifico, è che le torri
sono state fatte esplodere.
RT:
Jon ha
fatto una parodia dei siti del mainstream National Geographics e
Popular Mechanics, che hanno tentato disperatamente di dimostrare
come 80 kg di nano-termite militare non avrebbero potuto spezzare le
colonne d’acciaio della struttura delle torri. Jon lo ha fatto,
usandone appena mezzo chilo.
La
nota ricercatrice Elizabeth Woodworth ci è venuta in aiuto dal
gruppo “Consensus 911”, e ci conferma che il loro metodo è
quello di utilizzare le migliori pratiche della comunità
scientifica, e il più rigoroso processo di revisione accademica.
Grazie per essere qui con noi. C’è un consenso assai elevato, tra
gli esperti, circa il fatto che la versione del Governo non possa
essere vera.
Elizabeth
Woodworth: Abbiamo
tra noi alcuni dei più grandi esperti nel campo, persone che hanno
prodotto studi e pubblicazioni scientifiche oggetto dei consueti
processi di revisione accademica e, sì, questi studi esistono, ma
non sono raccontati dai media.
Se
le persone sapessero di queste ricerche, e le conoscessero, le
troverebbero convincenti. Il Dottor Griffin ha detto che non ha mai
visto nessuno che abbia esaminato queste prove e che non abbia
condiviso le conclusioni dei nostri studi, senza mai cambiare più
idea.
RT:
Il vostro
gruppo di lavoro ha già conseguito il risultato di fare cambiare la
versione ufficiale del Governo, che oggi ammette che il WTC 7 sia
collassato in caduta libera.
Elizabeth
Woodwort:
esatto, David Chandler è uno straordinario sviluppatore di modelli,
fa parte del nostro gruppo, e ha lavorato a un modello che ha
consentito di dimostrare che i piani superiori sono precipitati senza
incontrare alcuna resistenza. C’è un solo modo in cui ciò possa
accadere, ed è quello di far sì che tutte le 84 colonne portanti
siano rotte allo stesso momento esatto.
RT:
Il Dottor
Graeme Mc Queen ha potuto avere accesso ai dati del Corpo dei Vigili
del Fuoco di New York registrati nei giorni dell’attentato. Grazie
per essere con noi. Non è mai stato riportato dai media del
mainstream, ma più di cento testimoni hanno parlato di esplosioni
che hanno fatto crollare le torri gemelle.
Dr.
Graeme McQueen, ricerca testimoni:
Abbiamo quasi diecimila pagine di materiale importantissimo, che
raccoglie le dichiarazioni di testimoni oculari, e tra questi ho
potuto individuare 118
persone che hanno distintamente percepito esplosioni.
Lei
sa, abbiamo vigili del fuoco che hanno dimestichezza con incendi ai
piani alti, e che sono abituati a incontrare fumo, esplosioni,
caldaie, e tuttavia anche loro usano parole come “bombe”.
Sono parole che non corrispondono alle cose che ci si aspetterebbe di
trovare in un incendio.
RT:
Bob Mc
Ilvane ha chiesto di avere risposte, per sapere perché l’autopsia
del corpo di suo figlio Bobby ha stabilito che le ferite mortali per
cui è morto nella Torre Nord non siano coerenti con le fiamme di un
incendio, ma con gli esplosivi.
Eppure
la conduttrice di un programma mainstream, Rachel Maddow, di recente
lo ha deriso dicendo che non solo è un cospirazionista perché fa
domande, ma ha anche tentato di metterlo in relazione con la violenza
e con Al-Qa’ida.
Rachel
Maddow: Tutte
queste nefande cospirazioni su trame del Governo per uccidere, e
complottare, e nascondere l’autentica verità, voglio dire, questa
roba sarà ridicola, come è sempre stata, ma è tanto ridicola
quanto pericolosa.
RT:
Il padre di
Bobby è qui con noi… Come si sente dopo aver prima perso suo
figlio, e poi essere dipinto come il cattivo?
Bob
Mc Ilvane: Mio
figlio è morto, ed è morto a causa di un’esplosione. Posso
provarlo oltre ogni ragionevole dubbio. Ma se volessi dimostrarlo in
un’aula di giustizia, queste prove non potrebbero essere accettate.
E qui è il punto in cui abbiamo il nostro problema: quando io dico,
“bene, questo è stato un lavoro dall’interno, mio figlio è
morto per un lavoro sporco della nostra amministrazione, perché
qualcuno ha messo delle bombe e le ha fatte esplodere”.
Io
vorrei farla sedere in questa stanza, e farle vedere quello che ho
fatto vedere a voi, e poi le direi: “tu,
brutta str***a, adesso dimmi che sono un teorico della cospirazione”
Questo
veramente dimostra quanto faccia schifo il nostro sistema dei media.
Non voglio definirla una puttana, ma è una puttana
dell’informazione. Guadagna più di un milione di dollari, e dice
quello che le ordinano di dire.
Una
giornalista dell’area di Philadelphia è stata molto franca con me.
Mi ha detto, “Lo sai bene Bob, come reporter, io sono il problema,
perché noi perdiamo il posto. Se io porto questa piccola cosa che tu
mi hai appena detto al mio caporedattore, lui la cestinerà
immediatamente. Quindi ti dico molto chiaramente che io non posso
prendere la tua storia e scriverla”.
I
padroni dei media non lo permetterebbero.
La
stampa non ne parla, punto, perché parlarne significherebbe mettere
un piccolo dubbio nella testa delle persone.
RT: Di
chi è la colpa di tutto questo?
McIlvane:
Il popolo degli Stati Uniti ha le sue responsabilità, perché la
gente vuole solo credere e sentirsi dire che siamo brava gente, che
siamo un paese eccezionale, ed è proprio questo che fa il Governo, è
molto machiavellico. E ora abbiamo la nostra Guerra al Terrore senza
fine.
Io
so che cosa stanno passando queste persone in Iraq, Siria, Libia,
Afganistan, perché tutti loro stanno perdendo i loro bambini. E alla
fine, di questo si tratta – tutti stanno perdendo i propri
familiari. E’ inferno allo stato puro.
E
questo è quanto, Daniel.
RT: Domani
il Congresso voterà se bombardare la Siria, l’ultima Guerra
dell’era post-11 settembre. L’ex deputato Kucinich ha detto che
ora gli Stati Uniti diventeranno ufficialmente l’aeronautica
militare di Al-Qa’ida. Ma l’America ne ha avuto abbastanza. Nove
Americani su dieci sono contrari a questa invasione, la più
impopolare della storia. E a proposito dell’11 settembre, un
incredibile 84 per cento delle persone oggi dice che il Governo sta
mentendo.
Oggi
disponiamo di precedenti documentati storicamente che dimostrano come
il governo sia pronto a commettere i peggiori crimini contro la
propria stessa popolazione.
Che
cosa sia accaduto esattamente l’11 settembre potrà sempre essere
oggetto di discussione tra i cosiddetti cospirazionisti e le
autorità. Ma quel che è fuori discussione è che in occasione
dell’11 settembre il mondo, ancora una volta, si unirà in
raccoglimento per piangere i quasi tremila innocenti che hanno perso
la propria vita.
Qui
The Truthseeker.
Copyright © GRTV,
RTand GRTV, 2013.
Traduzione per
Megachip a cura di Giampiero Obiso.
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WTC,
WTC7
27 maggio 2011
Si potevano installare ordigni al World Trade Center senza farsi notare
da www.washingtonsblog.com.
Premessa: questo articolo non vuole sostenere che siano state delle bombe a buttare giù le Torri Gemelle o l’edificio numero 7 del World Trade Center. Vuole semmai rispondere alla frequente obiezione secondo cui non si sarebbero potuti installare degli esplosivi senza essere notati da nessuno. Il funambolo Philippe Petit entrò di soppiatto al World Trade Center con un amico nel 1974 con una gran quantità di attrezzature, che riuscì a camuffare portandole fino al piano superiore, dove installò una lunga fune per potervi camminare sopra in equilibrio, senza essere scoperto.
Nel 1978, l’edificio di 59 piani della Citicorp fu segretamente risistemato con aggiunte di supporti tecnologici fatte di notte, nel corso di molti mesi, senza che nessuno fra gli inquilini del palazzo, il pubblico in generale, o i media se ne accorgesse:
Nel 2009 Raw Story annotò:
Un investigatore del Government Accountability Office (l’organo parlamentare di controllo sui conti pubblici USA, NdT) è riuscito a introdurre clandestinamente i componenti di una bomba in un edificio federale in appena 27 secondi, ha assemblato poi la bomba in un bagno e ha girato indisturbato per l’edificio senza essere scoperto, in base a quanto è trapelato mercoledì scorso (18 maggio 2001, NdT) dalla diffusione del contenuto di una registrazione.
Inoltre, gli investigatori del Congresso sono stati in grado di penetrare senza alcuna difficoltà in ciascuno degli edifici federali che hanno testato, 10 in tutto.
E guardate questo.
Infatti ci sono ulteriori prove che evidenziano come si potessero installare delle bombe nel World Trade Center senza che nessuno se ne accorgesse:
- I cani anti-bomba erano stati inspiegabilmente allontanati dalle Torri Gemelle cinque giorni prima dell’11/9.
- Le Torri Gemelle erano state evacuate diverse volte durante le settimane che precedevano l’11/9.
- E' mancata la corrente nelle Torri Gemelle nel weekend precedente l’11/9, le telecamere di sicurezza furono spente e molti operai si incrociavano indaffarati per gli edifici operando inosservati (come confermato qui).
- Un inquilino del World Trade Center assunse un “riparatore di sprinkler” (gli erogatori d’acqua a soffitto per l’antincendio, NdT) poco prima dell’11/9, e gli diede accesso ai 6 sottopiani dell’edificio 1 del WTC.
- E - strana coincidenza - una società legata ai Bush si occupava della sicurezza al WTC, avendo così libertà assoluta d’accesso agli edifici.
L’ingegnere elettrico capo che aveva costruito l’impianto elettrico al World Trade Center (Richard Humenn) sostiene che le persone che lavoravano negli ascensori avrebbero potuto installare degli esplosivi.
L’ingegnere meccanico Gordon Ross, nel suo discorso sulla distruzione delle Twin Towers, ha segnalato che:
«Le colonne (del nucleo) che si trovavano a ridosso e accessibili dall’interno dei vani degli ascensori hanno ceduto durante la prima fase del crollo.
Le colonne che erano più lontane dai vani degli ascensori, e non accessibili da essi, sono sopravvissute alle prime fasi del crollo.»*
Invero, un grande esperto di dermolizioni dice che con l’accesso al vano ascensore, un team di esperti di installazioni avrebbe potuto accedere alle colonne e alle travi.
A quanto riferisce «USA Today»: «L’11 Settembre, la “ACE Elevators” di Palisades Park, New Jersey, aveva 80 tecnici ascensoristi dentro il World Trade Center».
Lo stesso NIST ha affermato che, l’11/9, «Gli ascensori 6A e 7A erano fuori servizio per ammodernamento» (NIST NCSTAR 1-8, p.97).
Per di più, la ACE ha lavorato su e intorno all’acciaio strutturale:
Una canaletta di circa 80 piedi in verticale, ha richiesto oltre 300 piedi di tubazioni di 2-1/2”x8” e 2”x2” tramite canalizzazione. Questa tubazione si dislocava attraverso soffitti in gesso, pavimenti in cemento e intorno all’acciaio strutturale.
Indubbiamente ci sono stati numerosi interventi di riqualificazione nonché progetti di rimozione dell’amianto nei 6 anni precedenti l’11/9 che hanno consentito l’accesso alle strutture portanti nel nucleo dell’edificio, tra cui:
Questi sono solo alcuni fra gli esempi conosciuti e pubblici delle occasioni che si sono avute per installare delle bombe. Senza dubbio ci sono state molte ulteriori occasioni a disposizione di operatori qualificati.
E come nota un esperto che è anche uno dei migliori ingegneri strutturali del mondo, Hugo Bachmann, Professore Emerito ed ex Presidente del Dipartimento di Dinamica Strutturale e Ingegneria Sismica dell’Istituto Federale di Tecnologia in Svizzera, ci sarebbero potuti essere degli inquilini del World Trade Center a installare le bombe nel loro spazio in affitto, prima di traslocare e lasciar libero il proprio ufficio.
Fonte: http://www.washingtonsblog.com/2011/05/no-it-wouldnt-have-been-impossible-to.html
Traduzione per Megachip a cura di Cipriano Tulli.
Tratto da: http://www.megachip.info/finestre/zero-11-settembre/6240-installare-ordigni-al-wtc-senza-farsi-notare.html.
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11 settembre 2001,
collasso,
WTC
28 marzo 2011
A ridosso dell’11/9 il Pentagono pianificava un’esercitazione basata su un aereo sul WTC
Fonte: http://shoestring911.blogspot.com.
Traduzione per Megachip a cura di Pino Cabras.
Abbiamo ragionato altre volte sul perché una seria chiave d'indagine sull'11 settembre consista nelle numerose esercitazioni, tanti casi di «war games» e simulazioni portate avanti da ogni sorta di apparato militare, d'intelligence e di sicurezza USA, con scenari che interferivano o coincidevano con gli attentati.
Il caso che presentiamo qui è clamoroso, e si aggiunge all'impressionante casistica di coincidenze che il grande pubblico ignora. I documenti esposti dimostrano una volta di più che quasi tutti i gangli del sistema securitario e militare erano segnati da eventi speciali che ricalcavano in anticipo i contorni dell'evento 11/9.
Buona lettura. (pino cabras).
di «Shoestring 9/11».
Ufficiali dell'esercito al Pentagono stavano progettando un’esercitazione di addestramento che avrebbe dovuto aver luogo meno di una settimana dopo l’11 settembre e che, straordinariamente, era basata sullo scenario di un aereo che si schiantava contro il World Trade Center. I preparativi per l'esercitazione furono fatti circa una settimana prima dell'11 settembre.
L'esistenza dell’esercitazione pianificata è stata rivelata dall’allora generale a due stelle Peter Chiarelli, che alla data dell’11 settembre 2001 era il direttore dell'esercito per l’area operazioni, reattività e mobilitazione. In tale posizione, cui era stato trasferito circa un mese prima dell’11/9, Chiarelli era responsabile delle operazioni in corso presso l’Army Operations Center (AOC) al Pentagono.
Chiarelli ricordò nel corso di un'intervista del febbraio 2002 che, dopo aver esordito nel suo nuovo ruolo, aveva «programmato di fare un esercitazione per il CAT - Crisis Action Team» (Squadra d’Azione di Crisi, NdT). «In alcuni dei miei pre-briefing volti ad apprendere il nuovo lavoro- dichiarò - fui informato che il Crisis Action Team in circa 10 anni non aveva ricoperto, tranne che per un’esercitazione, alcun grande ruolo». Fu così che dei membri del suo staff progettarono un un’esercitazione del CAT che, ha precisato, pianificava di svolgere per il 17 settembre. [1]
LO SCENARIO PER LA PROCEDURA IN CASO DI VITTIME IN MASSA RIGUARDAVA UN AEREO CHE COLPIVA IL WTC
Chiarelli ha anche ricordato nell'intervista che alla Cellula di Emergenza per il Personale presso l’AOC era stato affidato il compito di mettere insieme per l'Esercito una nuova Procedura Operativa Standard (SOP) per i casi di incidenti con vittime in massa. Circa una settimana prima dell'11/9, ha affermato Chiarelli, un suo collega - "Robby Robinson" - e altri due ufficiali «vennero ad aggiornarmi sulla loro nuova SOP per incidenti di massa».
Nel corso della riunione fu deciso che nell'esercitazione CAT che Chiarelli stava per condurre, «saremmo andati avanti a utilizzare questa SOP come una sorta di guida dell’esercitazione.» Chiarelli ha ricordato che «la cosa davvero straordinaria di questa SOP è che lo scenario consisteva in un aereo che si schiantava contro il World Trade Center.» Chiarelli si pronunciò così con gli altri partecipanti alla riunione, «Ehi, non solo questa è una buona SOP e un buona pianificazione, ma al tempo stesso, per farla davvero bene, ciò che dobbiamo fare è collaudarla». Nelle parole di Chiarelli, «abbiamo deciso che avremmo usato uno scenario simile a quello per condurre questa esercitazione» che stava pianificando. [2]
Chiarelli non ha specificato nella sua intervista del febbraio 2002 quale tipo di aeromobile si fosse immaginato che colpisse il WTC nello scenario. Né ha detto se si trattava di un aereo dirottato o di uno che si schiantava sul WTC accidentalmente. Ma quel che dimostra il suo resoconto è che, nei giorni prima che si verificassero gli attentati terroristici a New York e al Pentagono, un’esercitazione militare era stata pianificata prevedendo che avesse luogo meno di una settimana dopo l'11 settembre, con uno scenario che era identico - o almeno molto simile - a quanto è successo a New York l’11/9.
Le possibili implicazioni del fatto che l’esercitazione addestrativa di Chiarelli si basasse su un aereo che si schiantava sul World Trade Center dovranno essere determinate da una nuova e incondizionata indagine sugli attentati dell’11/9. Tuttavia, le probabilità che ciò sia dovuto al caso, e che sia senza correlazioni con quanto è accaduto l'11 settembre, non possono che essere esili.
IL CENTRO DELLE OPERAZIONI DELL’ESERCITO E LA SQUADRA DI CRISI HANNO GIOCATO RUOLI IMPORTANTI DURANTE L’11 SETTEMBRE.
L’AOC di cui Chiarelli era responsabile si trova nel seminterrato del Pentagono, due livelli sotto un parcheggio. Esso svolge un ruolo importante all'interno dell'esercito. A quanto si riferisce, «le informazioni critiche fluiscono attraverso la postazione ad alta sicurezza, con gli addetti dell’AOC - quasi tutti in divisa – che lavorano giorno e notte per rendere consapevoli i più alti ufficiali dell'Esercito in merito alle questioni e gli eventi di tutto il mondo, aiutandoli a prendere decisioni tempestive e cruciali.» Chiarelli ha descritto l’AOC come «il centro di comando e di controllo dell'esercito».[3]
L'11 settembre, gli ufficiali di più alto rango dell'Esercito si riunirono lì in risposta agli attentati terroristici.
Il Crisis Action Team, i cui membri stavano per partecipare all’esercitazione addestrativa di Chiarelli, fu attivato in risposta agli attacchi al WTC. Chiarelli ha detto a suo tempo di averlo attivato «per far fronte alle contingenze di New York, qualora richiesto da funzionari statali e locali". Ha dichiarato che «aveva previsto che il disastro del World Trade Center avrebbe richiesto enormi sforzi nei soccorsi, nella lotta agli incendi, e nel ritorno alla normalità.» [4]
Traduzione per Megachip a cura di Pino Cabras.
Ufficiali dell'esercito al Pentagono stavano progettando un’esercitazione di addestramento che avrebbe dovuto aver luogo meno di una settimana dopo l’11 settembre e che, straordinariamente, era basata sullo scenario di un aereo che si schiantava contro il World Trade Center. I preparativi per l'esercitazione furono fatti circa una settimana prima dell'11 settembre.
L'esistenza dell’esercitazione pianificata è stata rivelata dall’allora generale a due stelle Peter Chiarelli, che alla data dell’11 settembre 2001 era il direttore dell'esercito per l’area operazioni, reattività e mobilitazione. In tale posizione, cui era stato trasferito circa un mese prima dell’11/9, Chiarelli era responsabile delle operazioni in corso presso l’Army Operations Center (AOC) al Pentagono.
Chiarelli ricordò nel corso di un'intervista del febbraio 2002 che, dopo aver esordito nel suo nuovo ruolo, aveva «programmato di fare un esercitazione per il CAT - Crisis Action Team» (Squadra d’Azione di Crisi, NdT). «In alcuni dei miei pre-briefing volti ad apprendere il nuovo lavoro- dichiarò - fui informato che il Crisis Action Team in circa 10 anni non aveva ricoperto, tranne che per un’esercitazione, alcun grande ruolo». Fu così che dei membri del suo staff progettarono un un’esercitazione del CAT che, ha precisato, pianificava di svolgere per il 17 settembre. [1]
LO SCENARIO PER LA PROCEDURA IN CASO DI VITTIME IN MASSA RIGUARDAVA UN AEREO CHE COLPIVA IL WTC
Chiarelli ha anche ricordato nell'intervista che alla Cellula di Emergenza per il Personale presso l’AOC era stato affidato il compito di mettere insieme per l'Esercito una nuova Procedura Operativa Standard (SOP) per i casi di incidenti con vittime in massa. Circa una settimana prima dell'11/9, ha affermato Chiarelli, un suo collega - "Robby Robinson" - e altri due ufficiali «vennero ad aggiornarmi sulla loro nuova SOP per incidenti di massa».
Nel corso della riunione fu deciso che nell'esercitazione CAT che Chiarelli stava per condurre, «saremmo andati avanti a utilizzare questa SOP come una sorta di guida dell’esercitazione.» Chiarelli ha ricordato che «la cosa davvero straordinaria di questa SOP è che lo scenario consisteva in un aereo che si schiantava contro il World Trade Center.» Chiarelli si pronunciò così con gli altri partecipanti alla riunione, «Ehi, non solo questa è una buona SOP e un buona pianificazione, ma al tempo stesso, per farla davvero bene, ciò che dobbiamo fare è collaudarla». Nelle parole di Chiarelli, «abbiamo deciso che avremmo usato uno scenario simile a quello per condurre questa esercitazione» che stava pianificando. [2]
Chiarelli non ha specificato nella sua intervista del febbraio 2002 quale tipo di aeromobile si fosse immaginato che colpisse il WTC nello scenario. Né ha detto se si trattava di un aereo dirottato o di uno che si schiantava sul WTC accidentalmente. Ma quel che dimostra il suo resoconto è che, nei giorni prima che si verificassero gli attentati terroristici a New York e al Pentagono, un’esercitazione militare era stata pianificata prevedendo che avesse luogo meno di una settimana dopo l'11 settembre, con uno scenario che era identico - o almeno molto simile - a quanto è successo a New York l’11/9.
Le possibili implicazioni del fatto che l’esercitazione addestrativa di Chiarelli si basasse su un aereo che si schiantava sul World Trade Center dovranno essere determinate da una nuova e incondizionata indagine sugli attentati dell’11/9. Tuttavia, le probabilità che ciò sia dovuto al caso, e che sia senza correlazioni con quanto è accaduto l'11 settembre, non possono che essere esili.
IL CENTRO DELLE OPERAZIONI DELL’ESERCITO E LA SQUADRA DI CRISI HANNO GIOCATO RUOLI IMPORTANTI DURANTE L’11 SETTEMBRE.
L’AOC di cui Chiarelli era responsabile si trova nel seminterrato del Pentagono, due livelli sotto un parcheggio. Esso svolge un ruolo importante all'interno dell'esercito. A quanto si riferisce, «le informazioni critiche fluiscono attraverso la postazione ad alta sicurezza, con gli addetti dell’AOC - quasi tutti in divisa – che lavorano giorno e notte per rendere consapevoli i più alti ufficiali dell'Esercito in merito alle questioni e gli eventi di tutto il mondo, aiutandoli a prendere decisioni tempestive e cruciali.» Chiarelli ha descritto l’AOC come «il centro di comando e di controllo dell'esercito».[3]
L'11 settembre, gli ufficiali di più alto rango dell'Esercito si riunirono lì in risposta agli attentati terroristici.
Il Crisis Action Team, i cui membri stavano per partecipare all’esercitazione addestrativa di Chiarelli, fu attivato in risposta agli attacchi al WTC. Chiarelli ha detto a suo tempo di averlo attivato «per far fronte alle contingenze di New York, qualora richiesto da funzionari statali e locali". Ha dichiarato che «aveva previsto che il disastro del World Trade Center avrebbe richiesto enormi sforzi nei soccorsi, nella lotta agli incendi, e nel ritorno alla normalità.» [4]
NOTEFonte: http://shoestring911.blogspot.com.
[1] Peter Chiarelli, intervista a Frank Shirer. U.S. Army Center of Military History, 5 febbraio 2002. Tuttavia, in un colloquio con il vice di Chiarelli, il generale di brigata Clyde Vaughn, lo storico Stephen Lofgren dell’Army Center of Military History ha fatto cenno al fatto che l'esercitazione era stata programmata per "un paio di giorni" dopo l'11 settembre, cioè il 13 settembre. Vedi Clyde Vaughn, intervistato da Stephen Lofgren, U.S. Army Center of Military History, 12 febbbraio 2002. Non è chiaro quale data per l'esercitazione risulti esatta.
[2] Pete Chiarelli, intervista a cura di Frank Shirer.
[3] William Schwab and Lorie Jewell, "The Army's Nerve Center." Soldiers, September 2004.
[4] Alfred Goldberg et al., Pentagon 9/11. Washington, DC: Dipartimento della Difesa, Ufficio del Segretario, Historical Office, 2007, pp 134-135.
Traduzione per Megachip a cura di Pino Cabras.
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