Visualizzazione post con etichetta Califfo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Califfo. Mostra tutti i post

18 settembre 2014

L'equivoco equinodotto dell'ISIS


di Matzu Yagi e Gengis Kant.
da Megachip.
Gli esperti dicono che l'Emirato Islamico dell’Isis è finanziariamente autonomo anche perché guadagna circa 2 milioni di dollari al giorno dalla vendita del petrolio estratto nei territori che occupa, in luoghi dove fino a poco tempo fa prosperavano colossi come la francese Total e l’anglo-olandese Shell. Ma due milioni di dollari corrispondono a più di 20.000 barili al giorno e il barile contiene circa 160 litri. Cioè l'Isis consegna a qualcuno 2800 tonnellate di petrolio, tutti i giorni.
E come fa?
Non lo vedono dai satelliti chi si viene a prendere 2800 tonnellate di roba, quotidianamente? E da dove viene questo qualcuno? Anche questo non si nota, visto che ad occhio dovrebbero essere circa 130 camion cisterna?
Cioè i satelliti non vedono colonne di 130 autocisterne che tutti i giorni fanno avanti ed indietro dai territori dell'Isis? Era dai tempi del film Duel di Steven Spielberg che non si vedeva un’autocisterna così demoniaca, e ora ce ne sono addirittura centotrenta e nessuno le nota, nessuno le bombarda?
Siete già sbalorditi? La raccontano ancora più grossa. Molto di più. Queste cifre potreste moltiplicarle addirittura per tre, perché il prezzo del petrolio di contrabbando sarebbe addirittura meno di un terzo rispetto alle quotazioni ufficiali: per fare 2 milioni al giorno dovete moltiplicare i barili, che potrebbero arrivare addirittura a 100mila al giorno, superando le 10mila tonnellate, cioè quanto la produzione giornaliera di un paese esportatore come il Sudan.
E gli onniscienti satelliti non vedono neanche in quale porto attracchino le navi che vanno a contrabbandare tutta quella roba? Chi è il direttore della logistica, il mago Silvan? Sim sala bin... (alias Bandar bin Sultan bin Abdulaziz Al Saud).

Certo, il Wall Street Journal dice che il traffico avviene su zattere che seguono la corrente del fiume Oronte, nonché su contenitori caricati sul dorso di muli e asini furbissimi che evitano i doganieri turchi perché percorrono mulattiere poco battute. Uno sconfinato formicaio equino capace di coprire lunghe distanze. Quanti muli ci vogliono per trasportare migliaia di tonnellate? La Saipem e tutti i costruttori di oleodotti hanno dunque sbagliato tutto. Perché sprecare tanta siderurgia per costruire complicate pipelines su tragitti di migliaia di chilometri? Bastava avere fieno sufficiente, equini pazienti (anche nelle redazioni), e avremmo distribuito tutti gli idrocarburi del mondo.
Ecco, è davvero il caso di metter su una coalizione di 40 paesi per andare a scoprire questo fitto e irrisolvibile mistero che sfida ogni legge dell’ottica e della fisica.

26 agosto 2014

Alcune domande per i creatori del Califfo


di Pino Cabras.
da Megachip
 

Dopo un lungo sonno dalle parti del Palazzo di vetro, la Risoluzione n. 2170 del Consiglio di sicurezza dell’ONU finalmente condanna chiunque aiuti e fornisca armi all’ISIL [Stato (Emirato) Islamico dell'Iraq e del Levante] e ad altre entità jihadiste. Benissimo. Dunque la domanda da fare adesso all’ONU è molto semplice, ed è la stessa che fanno anche i politici iracheni: «Chi è che sta comprando il petrolio siriano all’Emirato Islamico del Califfo, e come fa questo petrolio ad arrivare sui mercati europei?».  

Sarebbero in tanti ad ammutolirsi.

Il sedicente Califfo che abbiamo visto nelle foto con John McCain, assieme ai suoi tagliagole che scorrazzano su fiammanti mezzi Made in USA, si è impossessato di parecchi pozzi petroliferi in Siria e in Iraq, e ricava dalle vendite – secondo fonti irachene - circa tre milioni di dollari al giorno.

La domanda può da qui articolarsi in tante sottodomande altrettanto cruciali.

Come mai un’organizzazione terrorista (oggi definita così anche dall’ONU, dopo che da sempre in quel modo la definiva anche – inascoltato - il presidente siriano Assad, quando ne subiva gli attacchi finanziati da Occidente, Turchia e petromonarchie arabe) ottiene di poter smerciare senza impedimenti l’oro nero rubato?

Il traffico passa per la Turchia, paese membro della NATO. Chi protegge questo traffico se non le alte sfere turche sotto l’occhio onnisciente di spie e satelliti occidentali? I turchi hanno consentito per anni che la galassia jihadista saccheggiasse intere fabbriche siriane, smontate pezzo per pezzo, e poi contrabbandate attraverso i suoi confini. Erdoğan non ha da dire nulla sulle fabbriche di ieri e sul petrolio di oggi?

E perché Abu Bakr al-Baghdadi e i suoi apostoli non figurano nella lista nera dei banditi per terrorismo internazionale? Perché i loro patrimoni non sono stati congelati? Perché non sono stati denunciati presso la Corte penale internazionale? Forse perché un processo risulterebbe compromettente per gli eminenti oligarchi statunitensi fotografati in compagnia di Al Baghdadi? Il sospetto viene quando la risoluzione specifica che Abu Bakr al-Baghdadi non viene messo in lista perché è già sulla lista dei terroristi sin dal 2011. Uau. Eppure ha incontrato allegramente McCain nel maggio 2013. Qualche giornalone ha voglia di rivolgere qualche domandina al senatore americano?

Più passano le ore e più la pretesa di Obama di intervenire in Siria contro l’ISIS non appare ai danni dell’ISIS ma della Siria: un modo per aggirare i mille ostacoli che gli si erano frapposti rispetto a un implacabile obiettivo di vecchia data: conquistare Damasco, o almeno seminarvi il Caos. 
A questo serviva lo spettacolo hollywoodiano e grandguignolesco imbastito intorno alla testa del giornalista americano in tuta arancione.
Assad, giustamente, non si fida dei bombardamenti USA sul suo suolo. In ogni caso, si apre per lui una nuova fase, ad altissimo rischio.


AGGIORNAMENTO del 27 agosto 2014:
Un troll che interviene spesso nei nostri forum seminando valanghe di notizie false in nome dei sacri interessi USA, per una volta ha portato un link utile che può emendare in modo significativo il mio articolo sulla innegabile liaison fra il senatore statunitense John McCain e gli jihadisti. Il troll mi ha perfino sfidato a correggermi, pensando che non lo farò. Ma egli non sa che io cerco la verità con tanto entusiasmo da apprezzarne i barlumi anche quando passano miracolosamente per le mani di qualche troll mentitore come lui. Il link in questione porta a un articolo di un sito web che non conoscevo, Breizitao, riconducibile a degli indipendentisti bretoni cattolici integralisti e antisemiti, ammiratori di Goebbels (ossia non esattamente il tipico sito che frequento sulla Rete). Il troll in questione, evidentemente, oltre che i nazisti dell'Illinois ama anche quelli della Bretagna.
L'autorevole sito nazi-bretone illustra una serie di immagini che appaiono smentire l'identità del sedicente Califfo recentemente attribuita da Thierry Meyssan a una delle persone che appare assieme ai maggiorenti jihadisti incontrati clandestinamente da McCain in Siria. Non è sempre facile riconoscere un viso, ma in effetti la persona indicata da Meyssan come Abu Bakr al-Baghdadi, pur somigliando al barbuto pagliaccio corvino che guiderebbe l'ISIS, in base alle nuove foto appare corrispondere a tale Abu Yussef, un funzionario dell'ESL, un'altra delle formazioni paramilitari armate da potenze straniere per aggredire lo stato siriano.
Dunque le foto non sembrano bastare a confermare definitivamente la presenza di Abu Bakr al-Baghdadi agli incontri di McCain. Bastano solo a confermare, scusate se è poco, che un importante politico americano che partecipa a tutte le possibili ingerenze a danno di stati guidati da governi sgraditi a Washington, ha partecipato anche a incontri in territorio siriano con gruppi di combattenti estremisti foraggiati da governi alleati degli USA, poi in gran parte confluiti nell'ISIS. Un altro senatore repubblicano statunitense, Rand Paul, impegnato in una direzione opposta all'ingerenza del collega, è molto chiaro sul fatto che armare e combattere a fianco dei ribelli più integralisti ed estremisti, ISIS inclusa, è stata una scelta disastrosa interamente imputabile agli USA.
Le domande da rivolgere al senatore McCain rimangono tutte.