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14 maggio 2014

Contro la guerra nel cuore dell'Europa, a fianco dell'Ucraina antifascista


L'appello:

A Odessa un’orda nazista ha trucidato oltre 50 cittadini ucraini di origine russa. Disarmati. Lo ha fatto con i metodi nazisti del pogrom: bruciare, uccidere, non lasciare via di scampo alle vittime.
I media, all’unisono, hanno deformato la notizia fino a renderla irriconoscibile. Questa falsificazione è funzionale a coprire le responsabilità degli Stati Uniti e dell’Unione europea, che appoggiano il governo golpista di Kiev, da essi portato al potere.
Noi, cittadini italiani di una repubblica antifascista ormai solo di nome, siamo parte involontaria di questa mostruosa tragedia e di questo ritorno al passato. Lo siamo in quanto membri della NATO e alleati degli Stati Uniti. Non a caso il ministro della Difesa italiano, non pago delle violazioni che in questi ultimi due decenni hanno ripetutamente sfigurato l’articolo 11 della nostra Costituzione, è stato il primo a dichiararsi disponibile per un’ennesima sciagurata missione militare, stavolta in Ucraina.
Possiamo tacere? Se lo faremo, saremo complici.
Sono altissime, purtroppo, le probabilità che, nelle prossime settimane, quelle che ci separano dal voto ucraino del 25 maggio, possano verificarsi eventi ancora più sanguinosi, mentre la crisi tra Russia e Occidente rischia di scivolare in conflitto aperto.
Chiediamo a tutte e tutti coloro che condividono i valori della democrazia e della pace, che vogliono battersi contro la guerra, di partecipare a una manifestazione nazionale di protesta e di lutto. Chiediamo che lo si faccia insieme e subito. Con urgenza, sabato 17 maggio, a Roma.
E’, questo, un appello perché ci si riunisca in segno di lutto e di vergogna, per questa Unione europea senza vergogna. Diamo una risposta collettiva, grande, dignitosa, al fianco dell’Ucraina antifascista, contro l’escalation bellica nel cuore dell’Europa.

IL SIT IN E’ CONVOCATO SABATO 17 MAGGIO ALLE ORE 18.30 IN VIA GUIDO D’AREZZO NEI PRESSI DELL’AMBASCIATA DELL’UCRAINA A ROMA, VICINO A PIAZZA VERDI, ZONA PARIOLI E SI TERRA’ DOPO IL CORTEO IN DIFESA DELL’ACQUA PUBBLICA, AL QUALE SI PARTECIPERA’.

  Per aderire all’appello:






Promotori:

Giulietto Chiesa – presidente Alternativa, fondatore Pandora TV
Antonio Ingroia – presidente Azione Civile
Valentino Parlato – giornalista
Marinella Correggia – Rete No War e Sibialiria
Carla Nespolo- vicepresidente nazionale ANPI
Matteo Gaddi – coordinatore nazionale RSU “ CONTRO LA LEGGE FORNERO”
Mariella Cao- Comitato “Gettiamo le Basi”, Sardegna
Cesare Procaccini – segretario nazionale PdCI
Paolo Ferrero – segretario nazionale PRC
Fabio Amato – responsabile Dipartimento Esteri PRC, candidato Lista Tsipras
Fausto Sorini – responsabile Dipartimento Esteri PdCI
Ciro D’Alessio – operaio RSA- FIOM-CGIL Pomigliano D’Arco
Oliviero Diliberto – docente di Diritto Romano Facoltà “ La Sapienza” di Roma – già segretario nazionale PdCI
Claudio Grassi – direzione nazionale PRC
Piergiovanni Alleva – giuslavorista, FIOM, candidato Lista Tsipras
Domenico Losurdo – filosofo, presidente nazionale Associazione “ Marx 21”
Bruno Steri – Comitato Politico nazionale PRC, direttore di “Essere Comunisti”
Angelo D’Orsi – storico del pensiero politico, Università di Torino
Antonio Mazzeo – Movimento “no Muos” – Sicilia, candidato Lista Tsipras
Fosco Giannini – già senatore della Repubblica, direzione nazionale PdCI
Roberto Savio – esperto di comunicazione
Giorgio Cremaschi – fondatore Ross@
Giovanni Ermacora – comitato difesa costituzione FVG
Cristina Quintavalla – candidata elezioni europee Lista Tsipras
Mirko Benelli – vice presidente associazione Democrazia nella Comunicazione
Valter Paron – coordinatore Alternativa FVG
Andrea Pinna – coordinatore Alternativa Emilia Romagna
Roberto Germano – coordinatore Alternativa Campania
Simone Santini – segretario nazionale Alternativa
Margherita Furlan – responsabile nazionale organizzazione Alternativa
Cristoforo Attardo – coordinatore Alternativa Sicilia
Giuseppe Padovano – coordinatore Alternativa Toscana
Marco Iacomelli – coordinatore Alternativa Lazio
Eugenio Di Bello – coordinatore Alternativa Nord Est
Francesca Panfili – coordinatrice Alternativa Umbria
Marco Martini – coordinatore Alternativa Liguria
Pino Cabras – condirettore Megachip
Paolo De Santis - fisico , docente Università Roma Tre
Agostino Chiesa Alciator – diplomatico
Natalia Pereslavzeva - Centro di lingua russa e cultura N.Gogol
Irina Osipova - RIM Giovani italiani-Russi
Sergio Cararo e Marco Santopadre - segreteria nazionale Rete dei Comunisti
Nicola Nicolosi – CGIL nazionale
Nicola Cipolla – presidente CEPES
Stefano Vinti – assessore regionale PRC, Umbria
Raffaele Bucciarelli – presidente Gruppo Federazione della Sinistra Consiglio Regionale Marche
Giampaolo Patta – CGIL nazionale , esponente sinistra sindacale
Manlio Dinucci – saggista, giornalista de il Manifesto
Vladimiro Giacchè – economista
Luca Cangemi – docente, Catania, Comitato Politico Nazionale PRC
Gianmarco Pisa – segretario ITRI ( Istituto Italiano Ricerca per La Pace)
Patrick Boylan – Roma No War
Angelo Baracca – fisico , docente Università di Firenze
Gordon M. Poole – docente letteratura americana Università “Orientale” di Napoli
Guido Oldrini – filosofo
Guido Liguori – docente di storia del pensiero politico Università della Calabria , presidente IGS Italia
Bassam Saleh’ – giornalista palestinese
Nico Perrone – già docente di Storia dell’America, Università di Bari
Franco Cardini – storico
Andrea Torre - responsabile Archivio Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia
Gloria Malaspina - Responsabile Contrattazione sociale Inca Cgil nazionale
Claudio Ortale - Comitato Politico nazionale PRC
Nicolò Ollino – Comitato Politico Nazionale PRC, candidato Lista Tsipras
Marino Severini – “voce” e chitarra de La Gang
Fabio Marcelli - giurista, CNR
Andrea Catone – storico del movimento operaio, direttore di “ Marx 21”
Alfio Nicotra, giornalista
Maurizio Musolino – segreteria nazionale PdCI
Luigi Vinci – già capogruppo al Parlamento europeo – condirettore di “Progetto e Lavoro”
Gianni Fresu – storico del movimento operaio
Simona Lobina – PRC Sardegna , candidata Lista Tsipras
Manuela Palermi – presidente Comitato Centrale PdCI
Emiliano Franzina- storico- Università di Verona
Milena Fiore – video maker , collaboratrice archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico
Alessandro Hobel – storico del movimento operaio
Luigi Marino – già senatore della Repubblica
Mauro Gemma – direttore di Marx21.it
Flavio Pettinari – amministratore della pagina FB “ Con l’Ucraina antifascista”
Wasim Damash – docente di letteratura e lingua araba Università di Cagliari
Ada Donno – associazione Donne Regione Mediterranea
Enrico Vigna - Centro Iniziativa Verità e Giustizia
Federico Martino – docente di diritto , Università di Messina
Franco Ottaviano –presidente della Casa delle Culture di Roma
Antonia Sani – presidente Wilpf Italia
Giovanni Ricci - Alternativa Lazio


Adesioni:
Caldera Emanuela, insegnante, Milano
Circolo di Rifondazione Comunista Palestrina
Giacomo Burresi, CPN Rifondazione Comunista
Giuditta Brattini Centro Studi e RIcerca sulla Palestina del Veneto
Luigi Ficarra, PRC Padova
Alessandro  Leoni, Comitato  Regionale  Toscano   PRC  
Lorenzo Mazzucato - direttivo FP-CGIL Padova
Laura Imperiale - CPN Rifondazione Comunista
Ivano Iogna Prat - Circolo Benelux PRC – Federazione Europea
Forum Palestina
Juri Carlucci
Severino Galante - già  docente di Storia dei partiti presso l'Università di Padova ed ex parlamentare della Repubblica
Nicolò Monti - Resp. Comunicazione FGCI Lazio
Marica Guazzora - Direzione nazionale PdCI - Segretaria sezione Dolores Ibarruri di Torino
Il Calendario del Popolo – redazione
Aldo Cannas - dirigente scolastico, Cagliari
Arrigo Colombo – filosofo, Università del Salento-Lecce
Franco De Mario - segretario procinviale PdCI Bari
Lara Mattei
Jasmina Radivojevic - pedagogista, Milano
Paolo Bartolini - analista filosofo, iscritto al Laboratorio Politico-Culturale Alternativa
Franco Dinelli - ricercatore CNR e coordinatore CentroItalia di Pax Christi
Federico Castelli - artista e omeopata
Giuseppe Pasqualetto – Olanda
Leonardo Caponi - ex senatore di PRC
Paolo D'Arpini - Circolo vegetariano VV.TT.
Simone Kovatz - Coordinatore RSU Università di Pisa - FLC CGIL
Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia – onlus
Giovanni Barbera - Blog Romachespera e membro del comitato politico romano del PRC
Fabrizio Marchi - giornalista e direttore del periodico on line L'Interferenza
Andrea Genovese - Docente, Universita' di Sheffield (UK)
Francesco Di Cataldo – Venezia
Mino Massimei - Presidente circolo ARCI " Montefortino 93"
Fabio Gemini
Laura Scappaticci - Comitato Politico Regionale Lazio PRC
Renato Caputo - docente, Roma
Omar Minniti - ex consigliere provinciale Reggio Calabria
Stefano Serafini
Leonardo Masella
Giovanni Esposito
Maurizio Saporito
Silvia Di Giacomo - Segreteria regionale PRC Lazio
Ezio Grosso - segreteria provinciale PdCI torino
Rolando Dubini - Avvocato, CPF Milano PRC
Claudio Ortale - Comitato Politico nazionale PRC
Gloria Malaspina - Partito dei Comunisti Italiani, Responsabile Contrattazione sociale Inca Cgil nazionale
Francesco Dilascia
Francesco Marzorati
Anna Zannantonio Martin, Feltre
Vania Valoriani - Assemblea Federale di SEL Prov FIRENZE
Vincenzo De Robertis
Stefania Ucci
Tamara Djuranova






20 ottobre 2013

Contro la legge sul negazionismo

di Aldo Giannuli.



La SISSCO è la Società italiana per lo studio della Storia Contemporanea. Penso sia urgente intervenire su questa ennesima legge orripilante sul negazionismo e devo dire che all’interno della Società si è subito sviluppato un dibattito di cui renderò conto ai lettori.


Di nuovo la legge sul negazionismo: una lettera aperta agli amici della SISSCO.

Cari amici,
senza che si sia data alcuna pubblicità ai lavori precedenti (e, tantomeno, senza consultare la nostra associazione che riunisce la quasi totalità dei contemporaneisti italiani), il Senato sta approvando la legge che istituisce il reato di negazionismo. Se ne parlò 6 anni fa (con il ddl Mastella) e la cosa dette luogo ad un vivacissimo dibattito, sul sito della Sissco, nel quale prevalsero nettamente i pareri negativi.
Più fattivamente, i colleghi francesi guidati da Pierre Nora dettero vita all’associazione “Libertè pour l’Histoire” che riprendeva il titolo dell’appello lanciato da Pierre Vidal Naquet (spero che nessuno abbia da ridire sull’antifascismo sia del primo che del secondo). Il provvidenziale scioglimento anticipato delle Camere giunse felicemente a seppellire l’infausta proposta del noto militante antifascista Clemente Mastella.
Non mi pare che la sostanza del problema sia mutata: questa è una legge liberticida, incostituzionale ed in contrasto con la dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo. Infatti essa è in conflitto con l’art. 21 Cost. che garantisce la libera manifestazione del pensiero, con l’art. 33 che stabilisce che “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento” e con l’art. 9, sempre della Costit. per il quale la Repubblica “promuove lo sviluppo della cultura” (incompatibile che ogni forma di censura); è anche in conflitto con gli artt. 18 e 19 della dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo che garantiscono la libertà di espressione del pensiero senza eccezioni.
Essa costituisce un pericolosissimo precedente, per cui lo Stato avoca a sé la potestà di stabilire per legge cosa sia scientificamente possibile dire e cosa no: potrebbe essere applicato a qualsiasi scienza dalla medicina alla fisica. Ma, qualcuno dirà, qui non parliamo di scienze sperimentali e/o naturali ma di scienze umane e, più in particolare storico sociali. Allora prepariamoci anche a stabilire per legge la verità su qualsiasi altro avvenimento storico, anzi, a questo proposito, facciamo prima a varare un testo unico che stabilisca quanto può esser detto e quanto no, magari con apposita commissione di vigilanza.
Ma, ancora, si sosterrà che la legge riguarda solo il caso della Shoa, in ragione della sua pretesa unicità: essa rappresenta un unicum
Un unicum? E che vuol dire? 
Come ogni mediocre studente di storia sa, ogni avvenimento storico è unico ed irripetibile. Forse si vuol dire che la Shoa rappresenta un caso di gravità unica? Ma su quali criteri stabiliamo che il genocidio ebraico, dei rom, degli omosessuali, dei Testimoni di Geova o degli slavi (a proposito: ci sono anche loro) perpetrato dai nazisti sia più grave del genocidio degli armeni operato dai Turchi, dei delitti dell’Inquisizione, dei massacri di Pol Pot in Cambogia, di quello di 10 milioni di congolesi compiuto da Leopoldo del Belgio? Ma, soprattutto, cosa dimostra che meno grave sia stato il genocidio (ahimè riuscito, a differenza degli altri) dei nativi di America perpetrato dai governi liberali degli Usa?
Sul piano politico, questa norma è offensiva non solo dei diritti di espressione dei negazionisti (che personalmente ritengo essere delle bestie sul piano scientifico, ma che comunque hanno diritti costituzionali anche loro), ma prima ancora è offensiva dell’opera degli storici antifascisti, che si pensa abbiano bisogno dei carabinieri per prevalere in una disputa scientifica. Che ne pensano i colleghi Marina Cattaruzza, Marcello Flores, Simon Levi Sullam, Enzo Traverso, Pier Paolo Poggio, Claudio Vercelli, autori di saggi di grande valore sul tema? E ci aggiungo anche il mio vecchio amico Brunello Mantelli, di cui conosco le opinioni contrarie alle mie in merito, ma che farebbe bene anche lui a riflettere sul fatto che il senso si questa legge è che il lavoro suo e di tutti quelli che ho citato prima, non serve a niente e che, d’ora in poi, ci penseranno questurini e magistrati a dare ai negazionisti quel che meritano. E che il senso sia questo lo dice anche la mancata consultazione della Sissco.
Diciamoci le cose come stanno: qui la memoria della Shoa, la rivendicazione del valore dell’anti fascismo ecc. non c’entrano assolutamente nulla. Questo è solo un omaggio alla lobby filo israeliana, che pensa (sbagliando, ahimè quanto!) di rafforzare in questo modo le ragioni di Israele. Beninteso: da sempre sono un sostenitore del diritto di Israele ad esistere, ma questo, non solo non rafforza, ma indebolisce le sue ragioni: usare il massacro di milioni di ebrei così strumentalmente è una profanazione del loro sacrificio.
Dunque, anche sul piano morale non credo di poter condividere questa legge. Ed allora che ne pensa la Sissco di tornare a far sentire la sua voce? E non sto parlando solo della pur doverosa protesta formale del direttivo per non essere stata interpellata prima l’associazione prima di iniziare l’iter legislativo. O a un pur utile appello sottoscritto da quanti dei suoi soci vorranno farlo. Penso a forme di protesta più incisive come, ad esempio, la costituzione dell’omologo italiano di “Libertè pour l’Histoire”.
Per quanto mi riguarda, in caso di approvazione di questa legge ignobile, praticherò il metodo della disobbedienza civile: pubblicherò regolarmente sul mio blog i testi negazionisti (ovviamente seguiti dalla mia critica), ospiterò nel mio corso storici negazionisti che fossero disposti ad un confronto sulle rispettive tesi, ecc. e mi autodenuncerò per averlo fatto, al solo scopo di sollevare l’eccezione di incostituzionalità della norma.
Lo ritengo un mio dovere di storico anti fascista, nella convinzione che l’antifascismo è prima di tutto una battaglia di libertà. Rosa Luxemburg mi ha insegnato, quando ero giovane, che “La libertà è sempre la libertà di chi la pensa diversamente”. 
Difendere il proprio punto di vista non è battersi per il principio di libertà di pensiero ma, appunto, per il proprio punto di vista. E’ solo difendendo e garantendo il diritto degli altri a poter esprimere il proprio che si può dire di star facendo una battaglia di libertà.
Sarebbe bello che anche la Sissco ricorresse a forme di disobbedienza civile del genere… ma forse è chiedere troppo.

Cordialmente
Aldo Giannuli.