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6 agosto 2016

#Hiroshima. Il giorno del ricordo

"Coloro che non ricordano il passato sono destinati a ripeterlo" 
(G. Santayana).

di Pierluigi Fagan.
da Megachip.

Illustrazione tratta da anthonyfreda.com.

Non avendo noi una comunità giapponese corposa e influente come quella ebraica, surrogo la mancanza, ricordando le forse 200.000 vittime civili di Hiroshima (di cui ricorre oggi il 71° anniversario) e Nagasaki.
Come ebbe a dire Leo Szilard, che assieme ad Albert Einstein fu uno dei più influenti promotori scientifici del Progetto Manhattan, salvo poi dissociarsi dall'effettivo sgancio dell'ordigno:
«Se i tedeschi avessero gettato bombe atomiche sulle città al posto nostro, avremmo definito lo sgancio di bombe atomiche sulle città come un crimine di guerra e avremmo condannato a morte i tedeschi colpevoli di questo crimine a Norimberga e li avremmo impiccati.»
In subordine, si sarebbe potuto istruire un processo per contravvenzione delle Convenzioni dell'Aja (1899, 1907) - peraltro ratificate dagli Stati Uniti - in base all'art. 25 della seconda:
«È vietato attaccare o bombardare, con qualsiasi mezzo, città, villaggi, abitazioni o edifizi che non siano difesi».
Ma la Grande Nazione Cristiana né venne processata, né si sentì mai in colpa ed anzi diede la surreale giustificazione che i pochi morti di quei due giorni salvarono molti più morti potenziali.

Memoria di Hiroshima. Per tutti gli umani che quella prima mattina di un martedì d'estate stavano iniziando il giorno che non avrebbero finito:



La commemorazione musicale ha molte analogie con le impressioni acutissime ed emozionanti sollevate da un'altro ricordo sinfonico, quello di Krzysztof Penderecki.




14 gennaio 2010

L'ex zar dell'Atomica israeliana: l'Iran non è una minaccia nucleare

di Uzi Mahnaimi - timesonline.co.uk.

Un generale, a suo tempo responsabile delle armi nucleari di Israele, ha affermato che l'Iran è «molto, molto, molto lontano dal costruirsi una capacità nucleare». Il generale di brigata Uzi Eilam, 75 anni, un eroe di guerra e un pilastro dell’establishment della difesa, ritiene che all’Iran serviranno probabilmente sette anni per potersi fabbricare armi atomiche.

Le opinioni espresse dall'ex direttore generale della Commissione per l'energia atomica di Israele contraddicono le valutazioni dell’establishment della difesa israeliano e lo mette in disaccordo con i leader politici.

Il Maggior Generale Amos Yadlin, capo dell'intelligence militare, ha recentemente detto alla commissione difesa della Knesset che l'Iran sarà probabilmente in grado di costruire un singolo ordigno nucleare quest'anno.

Binyamin Netanyahu, il primo ministro, ha ripetutamente affermato che Israele non tollererà un Iran dotato di armi nucleari. Le forze israeliane si sono addestrate per attaccare le installazioni nucleari iraniane e alcuni analisti ritengono che potrebbero essere lanciati degli attacchi aerei nel corso di quest’anno, se le sanzioni internazionali non riuscissero a dissuadere Teheran dal perseguire il suo programma.

Eilam, che si ritiene sia aggiornato da ex colleghi sugli sviluppi in Iran, definisce la rappresentazione ufficiale da parte del suo paese come isterica. «La comunità dell’intelligence sta diffondendo voci spaventose sull’Iran», ha dichiarato.

Suppone che «i vertici della difesa stiano esternando dei falsi allarmi al fine di accaparrarsi un budget più grosso», mentre alcuni politici hanno utilizzato l'Iran per distogliere l'attenzione dai problemi di casa.

«Coloro che dicono che l'Iran otterrà una bomba entro un anno, su quali basi lo affermano?», si è chiesto. «Dove sono le prove?»

Ha appena pubblicato “L’arco di Eilam”, un memoriale in cui rivela di essersi opposto all'attacco israeliano contro il reattore nucleare iracheno di Osirak nel 1981.

Secondo fonti della difesa ben inserite, Israele sta accelerando i preparativi per un possibile attacco ai siti nucleari iraniani.

La scorsa settimana le sue forze di difesa hanno diffuso filmati che mostravano esercitazioni di rifornimento in volo di jet F-15 da combattimento. «Questo era un avvertimento non tanto all'Iran, quanto agli americani sul fatto che facciamo sul serio», ha detto una fonte della difesa israeliana.

Ma Eilam controbatte che «un attacco del genere [contro l'Iran] sarebbe controproducente».

«Un attacco non è pratico. Al fine di ritardare il programma iraniano di tre o quattro anni, si ha bisogno di una flotta di aerei, che solo un superpotenza è in grado di fornire. Solo l'America lo può fare».

Fonte: http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/middle_east/article6982447.ece.

Traduzione per Megachip a cura di Pino Cabras.

8 ottobre 2008

Le accuse di un veterano americano: nel 1991 sganciammo una bomba atomica in Iraq

di Alessio Marri
«Megachip»

Link: [QUI]




Mancherebbe la “pistola fumante”, ma le prove sembrano supportare le sue gravissime accuse. Jim Brown, veterano della prima Guerra del Golfo, non ha dubbi: negli ultimi giorni del febbraio 1991, l'aviazione americana, proprio al termine del conflitto che non sovvertì forse volutamente il regime del Raìs Saddam Hussein, sganciò tra Bassora e i confini dell'Iran una bomba atomica della potenza di cinque kilotoni.
A raccogliere le sconvolgenti dichiarazioni Maurizio Torrealta, giornalista responsabile del settore inchieste per Rainews24 e autore di straordinari documentari tra i quali “Falluja, la strage nascosta” dove si denunciò per primi l'impiego da parte dell'esercito statunitense di armi chimiche ai danni della popolazione irachena.
“Non possiamo da soli verificare definitivamente l'autenticità delle dichiarazioni, vista la complessità delle indagini – ha chiarito all'inizio della conferenza stampa svoltasi presso la sede nazionale dell'Fnsi, la federazione nazionale dei giornalisti italiani – ma le ricerche, che auspichiamo vengano approfondite dagli organismi internazionali predisposti, si muovono in questa direzione”. Diversi sono infatti gli elementi che comprovano le agghiaccianti affermazioni dell'ex soldato Brown, ingegnere degradato per la sindrome del Golfo dal rango di quarto livello al terzo e, infine, congedato con onore per l'impossibilità di svolgere le sue funzioni. Un dato su tutti: le rilevazioni effettuate dal Centro sismologico internazionale proprio in quell'arco temporale durante il quale secondo Brown si sarebbe svolto l'attacco. Infatti il 27 febbraio alle ore 13:39 nella zona circostante Bassora ai confini con l'Iran, una scossa sismica pari ai 4,2 gradi della Scala Richter è stata registrata dai sismografi del Csi. Esattamente lo stesso livello di magnitudo causato da l'innesco e l'esplosione di una bomba atomica di quella potenza.
Contemporaneamente i casi di tumori, malformazioni e leucemie nella zona sarebbero cresciuti esponenzialmente.
Jawad Al Alì, responsabile del Reparto oncologico dell'ospedale di Bassora, intervistato da Torrealta, mostra durante il documentario i dati frutto delle ricerche: dai 34 casi di tumori del 1989 si è passati agli oltre 600 degli ultimi anni. Moltissimi all'interno delle stesse famiglie, un fenomeno assolutamente fuori dal comune. “Abbiamo assistito a una rarissima forma di slittamento dell'età legata a particolari tumori, bambini sotto i dieci anni affetti da malattie e malformazioni inspiegabili”. In scena, mentre Torrealta lo intervista, decine di immagini strazianti di donne e bambini vittime delle radiazioni.
L'utilizzo, in più sedi accertato, di proiettili all'uranio impoverito, dal comprovato contagio radioattivo del suolo e delle risorse idriche, non mina comunque l'impianto accusatorio. Secondo Brown infatti piccole testate nucleari sarebbero state impiegate anche nei primi giorni di marzo del 2002 in Afghanistan.
Facendo un passo indietro e ricontestualizzando le strategie militari ai primi anni Novanta torna alla mente la celeberrima “dottrina dell'ambiguità calcolata” varata dal segretario di stato americano James Baker e fortemente appoggiata dall'amministrazione repubblicana capeggiata da Bush padre.
Durante “Desert Storm” l'impiego di bombe atomiche non era affatto scartato a priori: “Il presidente non esclude l'impiego di armi nucleari – disse Baker in un'infuocata conferenza stampa - ma la considera semmai un'opzione credibile”.
Forti dubbi invece sorgono sulle motivazioni plausibili che possano giustificare un tale atto di barbarie. Rainews24 prova a suggerirne una: mancano pochi giorni al ritiro definitivo delle truppe americane quando un missile Scude iracheno colpisce una base americana uccidendo una ventina di soldati ferendone una ottantina. In seguito a quell'incursione, in un'ottica da mera e semplice vendetta, ebbe luogo una delle stragi più cruente e spietate degli ultimi venti anni: “l'autostrada della morte”. Sull'Highway 80, che unisce il Kuwait alla provincia irachena di Basra, vennero rinvenute le carcasse di migliaia di veicoli carbonizzati. Tra le migliaia di morti soldati in ritirata ma soprattutto civili sfollati inermi alla ricerca di un rifugio sicuro. Forse l'attacco nucleare potrebbe rientrare nella stessa malsana logica di morte.
Di fronte alla tesi che si trattasse in realtà di bombe “Blue-82”, la cosiddetta madre di tutte le bombe, simile ad una piccola testata nucleare, il veterano Brown ha ribattuto energicamente: “A differenza dell'attacco svoltosi nel '91 che colpì il sottosuolo, le blue-82 necessitano di ossigeno per causare l'esplosione”. Le rilevazioni del Csi confermano quest'ipotesi, l'impatto avvenne tra 0 e 33 km sottoterra. Di fronte a un certo grado di diffidenza Brown conclude svelando la propria fonte: “Ho fondato un associazione che conta circa trecento veterani, la “GulfWacth IW”, da lì ho tratto queste informazioni, da lì ne ho ricevuto conferma”.

Il documentario, intitolato “Le accuse del Veterano: la terza bomba nucleare” andrà in onda su Rainews24 alle ore 20 di Giovedì 9 ottobre e su RaiTre alle ore 5:30 di Venerdì 10 ottobre.