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9 ottobre 2017

La censura avanza: YouTube tappa la bocca ad Antonio Rinaldi. E' gravissimo!

di Marcello Foa.

Qualcuno nei giorni scorsi ha accolto con incredulità la notizia del disegno di legge voluto dal piccolo Grande Fratello Paolo Gentiloni per imporre la sorveglianza di massa sul web – da oggi lo Stato italiano monitorerà per 6 anni tutta la vostra attività sul web, incluse le chat! – e la censura, impedendo ai singoli utenti di accedere a siti scomodi (leggi qui e qui). Il pretesto è quello della violazione del copyright, che in internet significa poter censurare praticamente qualunque sito. Basterà che appaia una foto scaricata dai motori di ricerca e non autorizzata per venire “bannati”.
Lo ripeto da settimane: il disegno, a livello internazionale, è di mettere a tacere le voci davvero libere e, soprattutto, quelle che promuovono idee contrarie al mainstream. Ad esempio quelle di chi si oppone all’euro.
L’opera di normalizzazione avanza rapidamente. In Francia nei giorni scorsi hanno chiuso il blog di un economista del calibro di Jacques Sapir, colpevole di essere troppo eretico, di smontare da tempo i falsi miti della moneta unica e di non essere allineato all’establishment, men che meno al piccolo Napoleone Emmanuel Macron.
Ora vengo a scoprire che You Tube ha chiuso il canale video di Scenarieconomici.it , il sito di Antonio Rinaldi, un altro esponente del fronte no euro. La colpa? Misteriosa. Nella notifica ricevuta da Rinaldi si parla di “ripetute e gravi violazioni delle regole della community” ma non si precisa quali. Come un vero Grande Fratello, YouTube decide di censurare un canale, vestendo al contempo i panni dell’inquisitore e del giudice. Già perché a vagliare il ricorso presentato da Rinaldi è stata la stessa YouTube, respingendolo ovviamente.
Io non posso che esprimere la mia totale, indignata solidarietà ad Antonio Rinaldi, rilevando con rabbia il silenzio dei giornalisti, che non hanno scritto nulla sul disegno di legge Gentiloni e nemmeno sulla censura a Rinaldi. In un caso e nell’altro, siamo stati Claudio Messora (qui l’intervista di Byoblu a Rinaldi) ed io a urlare la nostra indignazione. In perfetta solitudine mediatica.
I miei due post contro il gravissimo disegno di legge del finto buonista Gentiloni sono stati letti in poche ore da oltre 100 mila persone. Numeri impressionanti per un blog. Incoraggianti. Ma quel che sta avvenendo è gravissimo. Chi sarà il prossimo a venire censurato?
La battaglia di Antonio Rinaldi, di Alberto Bagnai, di Claudio Messora, di Enrica Perrucchietti, di Pino Cabras,  degli anticonformisti de Gli Occhi della Guerra,  mia e di altri pensatori liberidi qualunque orientamento politico, continuerà; cambiando piattaforme e canali all’occorrenza.
Ma mai come ora abbiamo bisogno di voi. Unite le vostre voci al nostro dissenso!  Dimostrate che siamo tanti, tantissimi e che non vi lascerete intimidire!
Difendete, come noi e con noi, la libertà e la democrazia!
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17 febbraio 2017

DDL Gambaro: arriva la Censura Online

di Marco Bordoni.

Se foste stati eletti nelle liste di un movimento nato e cresciuto online, se poi fossero successi incidenti, vi avessero espulsi e aveste occupato la legislatura in un lungo pellegrinaggio fra i più cangianti gruppi parlamentari (Misto, Gruppo Azione Partecipazione Popolare, Italia Lavori in Corso…) per poi approdare alla corte di Denis Verdini (sì, il gruppo di Ascari inviati da Berlusconi in missione dall’altra parte dell’emiciclo per tenere in vita i vari governi del PD)…
Se aveste votato la fiducia a qualsiasi ipotesi di governo avesse il coraggio di presentarsi alle camere, e se nonostante questo, a legislatura ormai agli sgoccioli, vi trovaste senza una reale possibilità di essere ricandidati, cosa fareste?
Mettereste la faccia su un disegno di legge che abolisce la libertà di espressione imponendo la censura sui nuovi media? La risposta dipende evidentemente da molti fattori, fra cui il vostro appetito, il vostro amor proprio, ed ovviamente la qualità della vostra faccia. La senatrice Gambaro, per fare un esempio, ha questa faccia qui:

Sono simpatica e innocua: salvo per il fatto che vi tolgo il diritto di espressione

Prendiamola alla larga. Con sentenza n. 54.946/16 la Corte di Cassazione ha stabilito che risponde penalmente il gestore del sito internet che consente la pubblicazione di un commento dal contenuto diffamatorio nei confronti di terzi. Diciamo questo per sgombrare ogni dubbio: gli strumenti legali per difendere i diritti fondamentali delle persone esistono già, e sono tranquillamente applicati dall’ordinamento. Ma qui non si sta parlando, evidentemente, di questo.
Quello uscito dal cilindro ieri è un disegno di legge (che vi invitiamo a consultare tenendo un sacchetto assorbente, di quelli che si trovano in areo infilati nel sedile davanti, sotto mano, cliccando qui) la cui unica finalità è quella di ammazzare ogni critica e di consolidare un nuovo autoritarismo.
Riassunto degli ultimi 30 anni per i distratti: fine dell’URSS, offensiva del capitale sul lavoro, tradimento dei chierici della sinistra parlamentare ed extraparlamentare convertitasi al dogma Liberismo & NATO & Unione Europea & Euro, esplosione del debito pubblico, esplosione del debito privato, disintegrazione della compagine sociale, vi facciamo paura “arriva Putin!” ma dopo un anno non se la beve più nessuno. Ci siete? Avete vissuto nello stesso mondo in cui ho vissuto io? OK, andiamo avanti.
Oggi siamo al punto in cui se tanto tanto il cittadino capisce quello che è successo (e lo può fare solo online, visto che i media mainstream sono una versione glamour del Volkischer Beobachter), si organizza e vota anche Attila pur di punire i responsabili del disastro. Contromisura: impedirgli di votare (vari papocchi elettorali con premi, sbarramenti e magheggi assortiti) impedirgli di informarsi (un saluto alla senatrice Adele) e, quando poi ci saranno le sommosse (perché ci saranno, anche se noi non ce le auguriamo*) esercito europeo. In due parole: regime e repressione. Tutto chiaro? Speriamo di si.
E’ il momento di entrare nel merito. Siamo di fronte ad una proposta di legge che entrerà in vigore fra tre mesi, fra un anno o mai a seconda del grado di priorità che le verrà assegnato dal governo, che non si è ancora espresso sul punto. Visto che questo testo è un mostro giuridico da competizione mondiale, possiamo contare sul fatto che nel corso dei lavori parlamentari cercheranno di pettinarlo, di fargli indossare un frac, e di presentarlo come un affabile gentiluomo. Nella sostanza, però, repressione era e repressione rimarrà.
Sarà importante la reazione che la cittadinanza riuscirà a dispiegare alla notizia e che verrà certamente misurata dai reali promotori (per trovare i quali bisogna partire dalla Senatrice Adele -acqua- salire alla Presidente Boldrini -acqua- e poi al Parlamento Europeo -fuochino- al Partito Democratico USA -fuoco- all’establishment che gestisce il mainstream -fuochissimo-). Se sarà fiacca prenderanno coraggio, se sarà veemente rimetteranno con gesto elegante il topo morto nella tasca da cui è uscito (quella della Senatrice) e diranno che scherzavano.
L’impianto del progetto di legge si basa sostanzialmente su tre articoli:
Art. 1: € 5.000 di multa per chi pubblica “attraverso piattaforme informatiche” (quindi non organi di stampa ufficiali: la chiameremo clausola salva Goracci) notizie “false, esagerate, tendenziose, che riguardino dati o fatti manifestamente infondati o falsi”. Capito? L'”esagerazione” e la “tendenziosità” diventano reati. Sull'”antipatia” stiamo lavorando… ah già. Sull’antipatia non si può o finisce dentro tutta la maggioranza parlamentare.
Art. 2: € 5.000 di multa e minimo 12 mesi di reclusione  anche per “chiunque… svolga una attività tale da recare nocumento agli interessi pubblici o da fuorviare settori dell’opinione pubblica, anche attraverso campagne con l’utilizzo di piattaforme informatiche”. Montepremi raddoppiato (€ 10.000 e due anni di reclusione) per le campagne volte a “minare il processo democratico, anche a fini politici” (chi sa quali altri fini ci dovrebbero essere per minare il processo democratico… fare colpo sulla fidanzata?).
Art. 4: obbligo di comunicazione al Tribunale e di pubblicità della identità del responsabile del sito, ovvero il soggetto poi destinatario delle attenzioni di cui agli art. 1 e 2 (senza esclusione della responsabilità di eventuali autori terzi).
In sostanza: se passa questa roba, la controinformazione è finita, morta, kaputt.
E’ sempre divertente vedere dispiegarsi nella pratica il paradosso filosofico a monte di tutto il progetto europeo (ne abbiamo parlato qui): quello di una struttura che pone il rifiuto di qualsiasi verità trascendente come pietra fondante della propria architettura che poi si arrabatta per affermarsi come  unica detentrice della verità e quindi reprimere tutto ciò che le si oppone. In questo caso ecco i “democratici” alla presa con la creazione di reati orwelliani intesi a punire “opinioni che se pur legittime rischiano di apparire più come fatti che come idee” (relazione introduttiva), “informazioni atte a fuorviare l’opinione pubblica”“campagne d’odio e miranti a minare il processo democratico anche a fini politici”. Non ci vuol certo un consigliere di Cassazione per capire che si tratta di una pietanza avvelenata, cucinata per ammazzare la libertà di opinione assieme la principio di legalità [spiegone tecnico: il nostro sistema si basa(va) sul principio di legalità, a sua volta articolato nell’obbligo di tassatività e determinatezza della norma penale. La determinatezza concorre a chiudere l’insieme dei reati, impedendo al Giudice di crearne di nuovi in via interpretativa. La tassatività vieta al Giudice di ricorrere a strumenti che consentono l’applicazione delle norme penali al di fuori delle fattispecie astratte descritte dalle stesse, ossia il divieto di analogia. Fine della tassatività e della determinatezza, fine della legalità, fine della democrazia].
Ora abbiamo due problemi. 
Primo: vi immaginate il trattamento che riceverebbe sulla nostra stampa un parlamentare, diciamo Turco o Russo, che presentasse una proposta di legge del genere? Fine del mondo. Quindi in linea torica dovremmo aspettarci una levata di scudi proprio dagli operatori “ufficiali” dell’informazione, le vestali della democrazia. Questa levata però non ci sarà. Perché questa norma fa l’occhiolino in modo osceno ai giornalisti della stampa tradizionale, garantendogli una sorta di esclusiva ai remi della galera informativa a cui sono stati condannati. Da loro non possiamo attenderci alcun sostegno. Con le solite eccezioni che si contano sulle dita di una mano e che confermano la regola, gli sventurati risponderanno.
Secondo problema: se non facciamo molto rumore adesso il regime fa un passo avanti determinante nella sua affermazione. Se c’è una cosa che abbiamo imparato da questa storia è che l’informazione online è potente e fa paura. Utilizziamo questo potere: condividiamo questa informazione ed il nostro sdegno con tutti i mezzi in nostro possesso. Facciamogli capire che il prezzo in credibilità da pagare per toglierci il diritto al dissenso è troppo alto per le loro tasche, già da anni vuote, visto che questa moneta se la sono giocata tutta sulla roulette di Bruxelles. Condividiamo, commentiamo, dibattiamo in pubblico, in privato ed anche online. Oggi la lotta per la libertà si fa anche così. Ce lo stanno dicendo loro.
****
*specificazione ad usum del censore prossimo venturo.



27 novembre 2014

Riconoscimento immagini: quel software troppo umano

I programmi di Google e della Stanford University che traducono immagini complesse in testo scritto sollevano grandi preoccupazioni sulla censura.


di Mikael Thalen.

Scienziati dell'Università di Stanford e di Google hanno sviluppato due nuovi software di inteligenza artificiale in grado di descrivere immagini con un livello di accuratezza quasi umano.

Software di Stanford che analizza aspetti individuali

Una pubblicazione scientifica della Stanford, intitolata “Profondi allineamenti semantico-visivi per generare descrizioni di immagini” spiega come specifici dettagli di foto e video possano essere tradotti in testo scritto.

Presentiamo un modello che genera descrizioni di immagini in un linguaggio naturale”, afferma l'introduzione della pubblicazione. “Il nostro modello utilizza una banca dati di immagini e delle frasi che le descrivono per apprendere le corrispondenze intermodali tra testo e dati visivi.”
Comparando le descrizioni fornite dal software con quelle fatte da umani, i ricercatori hanno scoperto che spesso fornivano lo stesso livello di comprensione dell'immagine.


Software di Intelligenza Artificiale in grado di creare  dei fermo-immagine




La versione di Google di questa tecnologia, presentata nella pubblicazione “Mostra e dici: un generatore neurale di descrizioni di immagini”, è stata capace di produrre risultati comparabili.
Nonostante il programma faticasse quando gli venivano sottoposti set di immagini completamente nuove, gli scienziati di Google hanno notato l'abilità del software di “imparare” da ogni nuova interazione.

Software di Google in grado di imparare dai suoi errori

Sono rimasto affascinato dal fatto che anche con i pochi dati di addestramento forniti siamo stati in grado di fare così bene”, ha dichiarato al New York Times Oriol Vinyalis, scienziato di Google.

Miliardi di video ed immagini postati online saranno plausibilmente analizzati e categorizzati da Google quando questa tecnologia sarà perfezionata, consentendo la catalogazione in tempo reale dei contenuti multimediali mentre vengono caricati su internet.
Il settore sta partendo ora, e vedremo notevoli incrementi” ha aggiunto Vinyalis.

Anche se gli scienziati di Google hanno evidenziato possibili usi per i non vedenti, i profondi legami dell'azienda con le agenzie di sicurezza USA detteranno probabilmente l'utilizzo finale dell'applicazione.

Mentre Google diventa velocemente uno dei più importanti gruppi lobbistici di Washington D.C., c'è chi evidenzia il potenziale della tecnologia nel censurare dati prima che questi possano essere caricati sul web.

La storia di Google come censore di contenuti politici è da tempo documentata, con ben noti video come il filmato di Wikileaks riguardante attacchi di elicotteri USA, rimosso dal canale YouTube del giornalista Alex Jones nel 2010.

In effetti, Google ha ottemperato a migliaia di richieste provenienti da governi di tutto il mondo censurando e rimuovendo contenuti nonostante non ci fossero in molti casi chiare violazioni di leggi.
L'ex CEO di Google, Eric Schmidt, consulente elettorale e tra i principali finanziatori di Barack Obama, ha anch'egli pubblicamente manifestato il suo sprezzo per la privacy umana.

Non abbiamo neppure bisogno che voi digitiate. Sappiamo dove siete. Sappiamo dove siete stati. Possiamo bene o male sapere a cosa state pensando”, ha dichiarato Schmidt nel 2010.
Sappiamo tutto quello che state facendo ed il governo vi può tracciare. Conosciamo per filo e per segno i vostri spostamenti”.

Sia che stia spingendo i suoi clienti a mettere microfoni nei soffitti, partecipando al programma PRISM, sia che stia scansionando ogni account privato di Gmail, il gigante Hi-tech senza dubbio continuerà ad esercitare il suo potere sostenuto dal governo nei confronti di milioni di utenti del web in tutto il mondo.




Traduzione per Megachip a cura di Il Petruss.



26 maggio 2013

Eric Schmidt: L'intelligenza artificiale di Google indistinguibile da quella umana entro dieci anni


di Paul Joseph Watson - Infowars.



L'amministratore delegato di Google, Eric Schmidt, ha pronosticato che la sua società sarà capace di sviluppare per i suoi programmi un'intelligenza artificiale che risulterà indistinguibile da quella di un essere umano entro 5-10 anni.

Durante un botta e risposta tenutosi nel corso dell'evento Google's Big Tent ("il Tendone di Google", Ndt), che ha avuto luogo la settimana scorsa presso il lussuoso Grove Hotel a Watford, nel Regno Unito, Schmidt ha risposto alla domanda: «Quanto tempo passerà prima che Google Now superi il test di Turing?»

Il test di Turing è un concetto introdotto nel 1950 dal matematico inglese e scienziato informatico Alan Turing, che misura la capacità di una macchina di dar prova di un comportamento equivalente a un vero essere umano.

Dopo aver ricordato come il sistema di intelligenza Watson della IBM abbia vinto la sfida del quiz televisivo Jeopardy, Schmidt ha risposto che Google «potrebbe riuscire nell'impresa entro cinque-dieci anni».

L'evento Big Tent è la versione più pubblica di Google Zeitgeist, una funzione privata che raduna una serie di autorevoli relatori del mondo della tecnologia, delle imprese, del mondo accademico e della politica.
 Come abbiamo recentemente riportato, il veicolo primario di Google per la sua tecnologia di intelligenza artificiale sarà probabilmente Google Now, un motore di ricerca con un interfaccia di riconoscimento vocale che viene pubblicizzato come uno strumento che alla fine sarà in grado di gestire quasi ogni aspetto della tua vita.

Eric Schmidt non si è mai allontanato dalla sua visione, distopica per alcuni, di un futuro mondo transumanista in cui i robot avranno un ruolo centrale nella gestione degli affari umani.

Il CEO di Google ha già discusso in precedenza il suo desiderio di inghiottire ogni mattina dei nano-bots  in grado di regolare il funzionamento del suo corpo, così come di poter inviare il suo clone robotico a partecipare a funzioni sociali.

Eminenti futurologi come Ray Kurzweil hanno abbracciato la visione di Schmidt e l'hanno spinta ben più oltre:  scrivendo che in pochi decenni l'uomo si fonderà con la macchina e che dal 2099 l'intero pianeta sarà gestito da sistemi informatici di intelligenza artificiale, più intelligenti di tutto il genere umano combinato, simili al sistema Skynet romanzato nella produzione seriale di Terminator.

Simili predizioni, alleate con la predilezione di Schmidt per il poterle veder giungere a buon fine, rendono nell'insieme ancora più inquietante il fatto che Kurzweil sia stato assunto da Google lo scorso anno per supervisionare il progetto aziendale inteso a «produrre un cervello artificiale».

In un'intervista concessa alla rivista Wired, Kurzweil ha osservato che «molti film di fantascienza sull'intelligenza artificiale immaginano che i sistemi di I.A. saranno molto intelligenti, ma mancheranno di alcune qualità emotive fondamentali degli esseri umani e pertanto finiranno per essere assai pericolosi


Fonte: http://www.infowars.com/eric-schmidt-google-ai-indistinguishable-from-humans-within-a-decade/


Traduzione per Megachip a cura di Pino Cabras.
Link alla versione italiana: http://megachip.globalist.it/Secure/Detail_News_Display?ID=75861&typeb=0.






22 maggio 2010

Fiamma Nirenstein e la censura planetaria

di Miguel Martinez.




Questo è un post lungo, noioso e imperfetto, nel senso che ci sono molte cose ancora da capire e chiarire. Un mese fa, il 22 aprile, è stata ufficialmente lanciata una campagna per bandire per legge e in tutto il mondo ogni critica all'unico stato mediorientale a possedere armi nucleari. Il 22 aprile scorso, infatti, la Commissione Affari costituzionali della Presidenza del Consiglio e Interni e Affari esteri e comunitari della Camera ha tenuto una breve audizione, presieduta dall'onorevole berlusconiana Fiamma Nirenstein, con alcuni "esperti".

Mettiamo tra virgolette la qualifica, non per sottovalutare le loro competenze in altri campi, ma perché nessuno di loro era un addetto a questioni di diritto internazionale o di libertà di stampa.
E' banale ricordare che lo scopo di una riunione di una commissione parlamentare non è quello di aprire una discussione accademica, ma di studiare nuovi divieti e nuovi motivi per mettere la gente in carcere.
La tecnica per imporre il controllo sulla rete è sempre quella, usata anche in ambiti assai diversi.
Si parte dall'inevitabile rumore di sottofondo che la libertà di pensiero comporta. In questo caso, si segnala un sito assolutamente demenziale, ma proprio per questo innocuo, in cui qualche individuo disturbato e razzista lancia insulti collettivi contro tutti gli ebrei, per dire che c'è nel mondo una "emergenza antisemitismo" addirittura paragonabile a quella appena prima dell'avvento di Hitler.

Poi, di slittamento semantico in slittamento semantico, si arriva al vero obiettivo: i siti che portano aiuti concreti ai palestinesi o che denunciano i crimini commessi dallo Stato d'Israele. Così, per escogitare qualcosa per mettere al bando il sito Infopal, che si dedica esclusivamente a riportare notizie su ciò che avviene in Palestina, uno degli auditi, Stefano Gatti, dice che in quel sito "non c'è un utilizzo di stereotipi anti-ebraici classici, ma attraverso la demonizzazione dello stato ebraico, si trasforma Israele in una sorta di ebreo delle nazioni".[1]

Siti citati per nome o - più tardi, in un retorico programma su Rainews che ha fatto seguito all'incontro - per immagini.
Fiamma Nirenstein è però riuscita a superare ogni livello precedente di foga repressiva: dopo aver denunciato come "antisemiti" anche i siti che dicono che Israele attua politiche "naziste", perché "banalizzerebbero l'Olocausto" [2] , afferma testualmente che bisogna agire contro un negazionismo "terribile" quanto quello dell'Olocausto - il "negazionismo archeologico" che metterebbe in dubbio il "legame eterno" che unirebbe gli ebrei alla Terra Santa.

Detto in un'audizione parlamentare che mira a introdurre leggi repressive, significa mettere al bando tutta la nuova archeologia e storiografia, di origine quasi esclusivamente israeliana, che mette in dubbio i racconti biblici e la pura discendenza da Giacobbe degli attuali cittadini israeliani; nonché chi, come Shlomo Sand, afferma che il sionismo è un costrutto del tutto moderno, nato nel solco dei nazionalismi europei ottocenteschi.
"Smascherare il terrorista Obama e deportare i palestinesi"
Per dare un'idea dell'estremismo di Fiamma Nirenstein, la signora ha da poco lanciato un appello intitolato "CON ISRAELE, CON LA RAGIONE", dove si attaccano violentemente due storici sostenitori di Israele, i francesi Alain Finkelkraut e Bernard-Henri Levy, rei di aver criticato alcune politiche del governo di estrema destra di Binyamin Netanyahu.[3]

Il principale audito dalla commissione era un certo Andre Oboler, arrivato per l'occasione dagli antipodi, che di mestiere fa il "chief executive officer di Zionism on the Web" e collabora con la commissione per le scuole della B'nai B'rith Anti-Defamation League. Una nota curiosa: Andre Oboler, pur essendo cittadino australiano, fu il delegato del Ministero degli Affari Esteri israeliani per il Regno Unito al Young Jewish Diplomatic Leadership Seminar. [4]

Se digitate Oboler e JIDF su Google (4.240 risultati), troverete che Andre Oboler collabora in maniera molto intensa con un'organizzazione chiamata Jewish Internet Defense Force o JIDF. La JIDF, sul proprio sito, dice di fornire "cutting edge pro-Israel advocacy" e si occupa di monitorare con ogni mezzo Wikipedia, Facebook e Youtube.


Alan D. Abbey, fondatore dell'importante agenzia israeliana Ynetnews ha pubblicato, per conto dello Shalom Hartman institute (un'associazione parareligiosa e di destra, con sede a Gerusalemme) un'interessante intervista con un dirigente della JIDF.

Dall'intervista, apprendiamo che il nome JIDF ricalca volutamente quello delle "Forze israeliane di difesa" (IDF in inglese). Ma anche:

"Quali sono gli obiettivi a breve e lungo termine della JIDF?"

"Uno dei nostri obiettivi a breve termine è quello di smascherare Barack Obama
[allora ancora candidato alla presidenza degli Stati Uniti] e impedirgli di vincere le elezioni presidenziali. A lungo termine, speriamo di smascherare e combattere l'antisemitismo e le tendenze filojihadiste in rete, tra cui - ma non solo - la vasta serie di questioni che ci sono su Facebook, Google/Youtube, Google- Earth eWikipedia."
"Cosa volete fare per smascherare Barack Obama?"
"Vogliamo continuare a tenere sotto i riflettori le questioni che riguardano i suoi legami con il terrorismo e la sua chiesa razzista e antisemita che ha sostenuto Hamas e il Reverendo Louis Farrakhan."
"Qual è la posizione della JIDF sulla "Questione palestinese" riguardante le dispute su terre occupate?"

"I palestinesi dovrebbero essere trasferiti fuori dai territori israeliani
["Palestinians should be transferred out of Israeli territories"]. Possono vivere in uno qualunque dei tanti altri stati arabi. Siamo contro ogni concessione di terre ai nostri nemici. Siamo contro il rilascio dei prigionieri terroristi dalle carceri israeliane. Siamo contrari ad armare e finanziare i nostri nemici e a negoziare con loro. Siamo per la morale, l'etica e il buon senso e crediamo che Israele dovrebbe agire davvero come una "luce per le nazioni" perché il mondo sia al sicuro e sentiamo che Israele è davvero in prima linea nella guerra che l'Islam ci ha dichiarato."
Gli altri personaggi presenti all'audizione erano figure decisamente di secondo piano, e hanno tutti parlato in maniera decisamente confusa e inconcludente.
A partire da Stefano Gatti, la cui organizzazione, il CDEC, ha appena ricevuto un finanziamento statale di 300 mila euro grazie all'interessamento di un deputato di destra, Alessandro Ruben.
L'Agente Betulla e la guerra ai motori di ricerca e all'archeologia
Eccitatissimo come sempre quando si tratta di reprimere qualcuno, uno degli auditi era Renato Farina, ormai forse più noto come Agente Betulla nel suo ruolo di collaboratore illegale dei Servizi Segreti. Un signore che persino secondo Il Giornale, scriveva su Israele ciò che gli dettava il signor Pio Pompa.
Poi c'era il segretario dei Seniores - gli ultrasessantacinquenni - di Forza Italia, Enrico Pianetta, presidente dell'Associazione Parlamentare di Amicizia Italia Israele (e dell'Associazione Amici del Lambro), firmatario a suo tempo della caligoliana proposta di nominare Oriana Fallaci senatore a vita [5]

Gli intervenuti di sinistra - indistinguibili comunque da quelli di destra per tono - erano probabilmente presenti per cooptazione politica:

- Francesco Tempestini, ex-socialista passato poi a lavorare con Piero Fassino, uno dei promotori della "fiaccolata per il diritto di Israele a esistere" organizzata da Giuliano Ferrara;
- l'ex-militante del PCI Pierangelo Ferrari, molto impegnato nella difesa della letteratura italiana contro "l'esterofilia" ("mancano solo i capolavori della letteratura lappone," si lamenta);

- Paolo Corsini, ex-sindaco di Brescia.
L'agenda comunque è stata chiaramente dettata da Oboler. Che ha spiegato che occorre imporre nuove leggi repressive e a livello globale, perché Internet è impossibile da controllare in un solo paese.
Stefano Gatti, partendo dallo stravagante sito Holywar, è arrivato poi ad attaccare siti ben più seri, dicendo che "non è accettabile che siti di questo genere possano insultare o propagare tesi di questo genere": tra le tesi da vietare anche quella che afferma che i neocon sarebbero stati coinvolti nell'attentato dell'11 settembre.[6]

Pierangelo Ferrari parlava di "pericolosità estrema", invocava "accordi su scala internazionale tra stati" e accennava confusamente al Venezuela di Hugo Chávez come possibile sede di siti malvagi difficili da chiudere.

Renato Farina citava felice la sentenza di condanna contro Google del tribunale di Milano, unicamente per contenuti ospitati all'insaputa della società. Occorre colpire i "grandi motori di ricerca", incitava l'Agente Betulla, dicendo che è ora di finirla con il concetto di "libertà indifferenziata".
Per Paolo Corsini, invece bisogna smetterla con il "presunto problema del rispetto della libertà di pensiero" che "è in realtà licenza", ma invitava anche a fare "controinformazione" contro i siti "antisionisti, revisionisti, negazionisti e cospirativisti", tutti messi nello stesso calderone, secondo la ricetta indicata da Fiamma Nirenstein.
La Fiamma Nirenstein poi sottolineava ciò che forse più la preoccupava: il "negazionismo terribile", "pesante altrettanto quanto della Shoa", che è, come abbiamo visto, quello archeologico. Senza citare nomi, se la prende così con Asher Silberman, Israel Finkelstein e Shlomo Sand.

Gatti rincara la dose, attaccando chi sostiene che la maggior parte degli ebrei ashkenaziti sarebbero discendenti dei convertiti khazari e non degli antichi abitanti della Terra Santa.[7]

Bisogna dire che per totale ignoranza in questa e molte altre materie, nessuno degli altri auditi ha ripreso il tema del Negazionismo Archeologico; ma crediamo che se ne riparlerà presto.

Chiunque non legga alla lettera il cosiddetto Antico Testamento è avvisato.
Nota

[1] Uno splendido esempio di slittamento semantico per arrivare dove si vuole arrivare. Un documento di qualcosa che si chiama "Osservatorio di Politica Internazionale", intitolato "Nuove forme di antisemitismo e mezzi di contrasto dice testualmente:
"Le nuove forme di antisemitismo, infatti, spesso non sono antisemite nel loro intento bensì nei loro effetti. Si pensi ad esempio alla negazione del diritto dello Stato di Israele all’autodeterminazione: l’intento in sé non è antisemita, ma gli effetti lo sono senz’altro, se si pensa alle tensioni in Medio Oriente."
E conclude sostenendo che l'antisemitismo - appena definito così come critica a Israele - dovrebbe essere definito dal diritto internazionale "come un crimine contro l’umanità".

Ma la stessa Fiamma Nirenstein fa fatica a distinguere esseri umani e stati mediorientali, come ha dimostrato in una surreale audizione parlamentare intitolata Indagine conoscitiva sull'antisemitismo (27 gennaio 2010, collegata all'intervento di Eli Wiesel in parlamento), dove commenta così il banale fatto che dopo la strage israeliana a Gaza, ci sono state molte manifestazioni di protesta nel mondo:
"Si tratta di episodi pesantissimi, che in gran parte riguardano l'esistenza stessa dello Stato di Israele, inteso come ebreo collettivo".
[2] Esistono indubbiamente paralleli tra certi aspetti della politica della Germania nazionalsocialista e quella israeliana, che hanno le loro radici in un comune retroterra di nazionalismo estremista centroeuropeo; ma la generalizzazione è indubbiamente ridicola, e finisce solo per alimentare le fantasie astoriche di nazismo come entità metafisica o come puro insulto. Però è evidente che chi accusa Israele di essere "nazista" è antinazista lui stesso e quindi antirazzista.
[3] La petizione della Nirenstein - l'equivalente di una petizione in difesa di Calderoli contro le critiche di Gianfranco Fini - è firmata da una sfilza di estremisti di destra, come Giuliano Ferrara, Magdi Allam, Alessandro Pagano (militante di Alleanza Cattolica e amico di Totò Cuffaro), Giulio Meotti (quello della guerra a Darwin) e Riccardo Pacifici, ma anche da Paolo Mieli, presidente Rcs Libri, ex direttore del Corriere della Sera. Una firma che ci aiuta a capire la mentalità che c'era dietro la decisione di lanciare il Prodotto Oriana Fallaci nel 2001.

[4] Un incontro annuale dedicato tra l'altro a cercare soluzione alla "questione demografica": i 750.000 cittadini israeliani che vivono saggiamente all'estero e la pericolosa tendenza delle donne arabe di fare figli.

[5] Enrico Pianetta ha fatto da padrino nel PDL per Destra Libertaria, un pittoresco gruppo di dissidenti della Destra di Storace, diretto da Luciano Buonocore, il padre dell'infausta "Maggioranza silenziosa" del 1969. I collezionisti del genere possono godersi l'Inno di Destra Libertaria "O aquila bicipite, del mondo tu sei il cuor", che fa rima con Buonocor.
[6] Notoriamente noi non condiviamo le tesi cosiddette "complottistiche" sull'11 settembre, che riteniamo un'ipotesi perfettamente legittima ma con ogni probabilità sbagliata. Però ci vuole una dose notevole di malafede per mettere sullo stesso piano un'accusa a uomini politici statunitensi, come il Wasp George Bush, e il razzismo antiebraico.

[7] Il parlamento italiano viene così investito di una questione assai controversa e che ovviamente è del tutto irrilevante per chiunque non creda che il sangue segni il nostro destino. Ma evidentemente è un serio problema per certi sionisti.


Fonte: http://kelebek.splinder.com/post/22757503/fiamma-nirenstein-e-la-censura-planetaria.