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3 novembre 2009

Il vaccino, i contratti misteriosi e le mogli al posto giusto


di Pino Cabras - da Megachip
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La sicurezza sanitaria funziona come la sicurezza militare? Quali segreti nasconde, se perfino la Corte dei conti ora vuol vederci chiaro? Sullo sfondo delle dispute sull’influenza suina vediamo avanzare una militarizzazione della salute che gioca sulla paura delle malattie, la più primitiva.

Tralasciamo la questione della tossicità del vaccino, e la rimandiamo ad altre sedi. Partiamo proprio dalla Corte dei conti, l’organo che la Costituzione italiana ha messo a guardia delle spese pubbliche, compresa la cospicua voce della spesa sanitaria.

La Corte dei conti ha setacciato anche la questione della fornitura dei vaccini, fino a sollevare parecchie eccezioni. Si è subito dovuta scontrare con la segretezza, usata per ragioni di emergenza. In nome dello stato di eccezione non si può sapere qualcosa di più su uno specifico contratto di acquisto del vaccino che dovrebbe prevenire la famigerata influenza A(H1N1).

L’atto della Corte è del 21 settembre 2009. Si tratta della Deliberazione n. 16/2009/P. Sotto esame passa un contratto di fornitura di dosi di vaccino antinfluenzale stipulato tra il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali e la Novartis, la multinazionale svizzera nata dalla fusione di Ciba-Geigy e Sandoz.

Il primo appunto della Corte dei Conti è di metodo. Si critica l'assenza di qualsiasi garanzia sull’esito «delle ricerche, la capacità di sviluppare con successo il Prodotto». Tutti i vincoli del contratto sono resi vani da un semplice fatto: non c’è nessuna certezza che il prodotto funzioni e ci sia. L’oggetto del contratto non è dunque materia certa.

Uno si aspetterebbe che in compenso ci siano clausole che stringano il contraente da qualche altra parte. Si tratta pur sempre di soldi pubblici. E invece per Novartis ci sono anche vantaggi per l’IVA. E passi. Ma si prevede anche «la possibilità del mancato rispetto delle date di consegna del Prodotto, senza l'applicazione di alcuna penalità» per Novartis.

Va bene, la motivazione è l’emergenza, ma qui si saltano tutti i normali passaggi che regolano l’immissione di prodotti che abbiano implicazioni rilevanti sulla salute dei cittadini. Al punto che ora si accetta il prodotto anche senza l’autorizzazione a commerciarlo in Italia: stavolta basta «un generico "Quality Agreement"». I rischi se li prende il Ministero, insomma. Se ad esempio si volessero riscontrare eventuali difetti di fabbricazione o danni fisici del prodotto, chi deve dirsi d'accordo è proprio Novartis. La Corte nota cioè che i fornitori di una merce eventualmente difettosa hanno addirittura la facoltà di dirsi preventivamente d’accordo o non d’accordo sui rilievi a loro carico. Se, bontà loro, si dicono d’accordo, i difetti di fabbricazione li devono rimborsare loro al ministero. Per gli altri danni causati a terzi dal vaccino sarà il ministero – cioè i contribuenti - a risarcire Novartis.

La Corte critica anche il fatto che alla Novartis verranno pagati poco più di 24 milioni di euro (IVA esclusa) se non otterrà l'autorizzazione all'immissione in commercio del vaccino. Nulla è detto nel contratto sul perché di quella somma-salvagente.

E che succederebbe se Novartis dovesse violare le disposizioni essenziali del contratto? Dal punto di vista del pagamento non succederebbe nulla. Così viene steso un altro tappeto rosso per la multinazionale di Basilea: «il pagamento dovrà essere ugualmente effettuato per il prodotto fabbricato e consegnato».

I rilievi della Corte dei conti si estendono a un altro punto essenziale: il segreto. Certo, si sa che in ogni rilevante contratto industriale ci sono sempre clausole di riservatezza. Ma nel contratto in questione si va ben oltre. Fra le informazioni riservate sono state infatti inserite anche questioni che invece non possono essere segrete, perché si tratta di forniture che devono avvenire con «evidenza pubblica». Per il vaccino si voleva rendere segreta perfino l’esistenza stessa del contratto, non solo i suoi contenuti.

La Corte dei conti a questo punto scopre che non può approfondire di più. Il contratto è a trattativa riservata ed è stato secretato, perché valgono le stesse emergenze previste in caso di eventi calamitosi “di natura terroristica” (ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3275 del 28 marzo 2003)

Il cerchio si chiude ancora una volta.

Il trattamento dell’influenza A(H1N1) è nelle mani della Protezione civile. E di fronte alle emergenze, le leggi si piegano alle eccezioni. La Corte registra di dover «ritenere il provvedimento al di fuori degli ordinari schemi contrattuali». Ma poco può farci.

Deve arrendersi all’emergenza e accettare la situazione. In nome della Guerra al Terrorismo è nato ovunque un corpus giuridico sempre più esteso che sta divorando il sistema di bilanciamenti delle vecchie costituzioni.

Non è l’unico caso in cui la Grande Paura di una qualche nuova peste, alimentata dai media e da molti governi, porta a forzare le leggi per estendere verso limiti mai visti i poteri delle sempre più ingombranti strutture di ”protezione civile”.

E non è nemmeno l’unico caso in cui, con poche righe, i governi garantiscono grandi affari ai produttori del controverso vaccino dell’influenza suina.

Il conduttore di una radio newyorchese, Al Roney di NY WGY, ha rivelato ad esempio le imbarazzanti connessioni che legano il commissario alla Salute dello stato di New York, Richard Daines, e il gigante dei vaccini MedImmune. Si dà il caso che la moglie di Daines, Linda, sia una manager di punta dell’onnipresente Goldman Sachs, la società finanziaria che oltre a essere il maggiore azionista di MedImmune ha anche intermediato una commercializzazione di vaccini del valore di 15 milioni di dollari.

Roney ha fatto appello ai suoi ascoltatori affinché si rivolgessero a Andrew Cuomo, il brillante politico che oggi ricopre la carica di Attorney General, e ha quindi la titolarità della pubblica accusa nello stato di New York. Il tema sollevato da Roney era il conflitto d’interessi. Roney ha proposto ai radioascoltatori di fare causa sul fatto che oltre 500mila lavoratori dello stato, in vario modo legati alla sanità, stavano per essere sottoposti a una vaccinazione obbligatoria, con un potenziale profitto per Goldman Sachs. Dopo la campagna lanciata da Roney, il 23 ottobre il commissario Daines ha sospeso il suo provvedimento, adducendo una carenza di dosi di vaccino. Va notato che lo stato di New York finora è stato l’unico in USA a prevedere vaccinazioni obbligatorie.

Più in generale si può riconoscere un metodo fondato su un allarme martellante, poco preoccupato di provocare panico, fortemente assecondato dai media, con i governi impegnati a rilanciarlo. Un metodo già sperimentato nei casi della SARS e dell’influenza aviaria, e ormai sempre più rodato.

Ai tempi dell’allarme SARS i giornali, imbeccati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, arrivarono a pubblicare grafici e ricostruzioni che pretendevano senza ironia di identificare il «paziente zero»: una scenetta in cui un canadese, un cinese e un vietnamita si incrociavano in un ascensore di Hong Kong, e da lì irradiavano la nuova pandemia per l’universo mondo. Avete visto cosa ne è stato della SARS, che poteva «uccidere miliardi di individui». Sono stati classificati come SARS solo ottomila casi in tutto il mondo e meno di ottocento morti.

Ricordo anche una surreale apertura del Tg1, quando la prima notizia fu un fenicottero morto in uno stagno rumeno. «Un altro caso di aviaria? E se passa all’uomo?». Ho in mente il Tg1, ma non è che gli altri organi d’informazione si fermassero a riflettere. Ovunque aviaria, aviaria, polli, fagiani, e allarmi.

Nel frattempo i produttori di antivirali (una delle categorie di farmaci più inutili che si possano immaginare) gongolavano con profitti miliardari. Gongolava anche Donald Rumsfeld, allora segretario alla difesa USA, in qualità di perfetto anello di collegamento fra il complesso militare-industriale-mediatico e le gradi case farmaceutiche. Proprio Rumsfeld era stato il capo della Gilead Science, la società che brevettò il Tamiflu prima di cederlo alla Roche non senza lasciarsi succulente royalty, governate oggi da un consiglio di amministrazione che comprende vari pezzi grossi dell'atlantismo, tra cui l'ex segretario di Stato George Schulz.

Rumsfeld, uno degli artefici del nuovo diritto d’emergenza e del nuovo stato d’eccezione nato con l’allarme terroristico, ha avuto buon gioco a spingere la manipolazione della paura in più di una direzione, militare, mediatica, medica, ovunque con gli stessi metodi e le stesse complicità. Rumsfeld è lo stesso Rumsfeld che nel 1976 svolgeva il ruolo di Capo di Gabinetto del presidente Ford, quando questi ordinò una vaccinazione di massa per un caso di influenza suina molto simile a quello odierno.

Così, eccoci qui, in un mondo in cui da sempre sono esistite le malattie e le influenze stagionali, ma che solo da qualche anno le vede come una guerra spaventosa nonostante i morti siano in declino, e non certo grazie ai vaccini antinfluenzali, che persino secondo «The Lancet», la più importante rivista medica, sono praticamente inefficaci. Come dice l'epidemiologo Tom Jefferson, «c'è tutta un'industria che si sta aspettando una pandemia». Basta guardare il grafico qui sotto per capire perché questa insistenza sulle influenze “speciali” non si giustifichi scientificamente. Altre malattie simili fanno più morti, ma non suscitano altrettanta attenzione perché non ci sono montagne di soldi né carriere da innalzare su di esse. Lo sviluppo dell'influenza A non sta modificando minimamente il trend delle malattie infettive, ma si presenta come un esperimento affaristico di proporzioni mostruose.



A questo punto però non vorrei caricare di troppe domande il governo italiano. Lo scenario è grandioso, e a Berlusconi non voglio chiedere conto dei guadagni di Rumsfeld. Sarebbe troppo.

Anzi, non voglio essere nemmeno io a fargli delle domande sullo strano contratto con i produttori di vaccini stipulato dal Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, il ministero guidato da Maurizio Sacconi.

Lascio le domande nientemeno che a Vittorio Feltri, che il 30 gennaio 2009, quando era ancora direttore di «Libero», titolava così un suo editoriale: «Caro Berlusconi, chiedi cosa fa la moglie di Sacconi». E cosa fa la moglie di Sacconi? Lo facciamo dire da Feltri, che qui ragiona su una cosa verissima: «Si dà infatti il caso che Sacconi sia coniugato (...) con una donna talmente in gamba da essere assurta alla direzione generale di Farmindustria. Anche chi non ha dimestichezza con certi affari comprende: siamo di fronte a un gigantesco conflitto di interessi; il responsabile del dicastero (sia pure tramite il sottosegretario Fazio) controlla la Salute pubblica, e sua moglie è al vertice non di un’azienda di elettrodomestici bensì di un colosso quale Farmindustria che, come dice la parola stessa, si occupa di farmaci. Il premier ne è al corrente? Se lo è, provveda per favore a scorporare la Sanità dal resto (Lavoro e Previdenza) onde non offrire il fianco agli attacchi dell’opposizione.»

Ecco, l'opposizione. Bersani, dove sei? Ti fai scavalcare anche da Feltri? È troppo, chiedere che si faccia luce sull'acquisto di una bazzeccola come 24 milioni di dosi per vaccinare il 40% della popolazione, che farà da cavia per un vaccino non sufficientemente sperimentato?

È troppo poi, diffidare dei fabbricanti dei vaccini che saranno ora iniettati a milioni di persone, visto che a loro carico si registrano processi per corruzione o per gli effetti collaterali dei vaccini?

Un piccolo aggiornamento istruttivo:

Le pagine dei quotidiani del 3 novembre 2009 sono coperte di titoli allarmistici e richiamano «la morte sospetta di un bimbo». Già alle ore 10,15 di questa stessa giornata un lancio di agenzia rivela che «il bambino deceduto ieri all'ospedale romano San Pietro è risultato negativo ai test per il virus H1N1. Le analisi effettuate dal laboratorio di virologia del policlinico Gemelli - secondo quanto appreso dall'Agenzia Italia - hanno dato esito negativo». Nel frattempo milioni di persone hanno ricevuto l'imprinting della paura e i poveri pediatri sono presi d'assalto.


25 ottobre 2009

Obama e l'influenza A: prove di legge marziale?

di Kurt Nimmo - Prison Planet.com.
Traduzione a cura di Pino Cabras per Megachip [QUI].

Che tipo di "emergenza nazionale" è quella dichiarata da Obama sull'influenza suina? I decreti lasciatigli in eredita dalle precedenti amministrazioni offrono al presidente i mezzi giuridici per una vera e propria legge marziale. L'inquietante analisi di Prison Planet.


Obama ha dichiarato l'influenza suina H1N1 del 2009 un'emergenza nazionale. Non è chiaro se questa dichiarazione rientri tra le fattispecie del National Emergencies Act (50 USC 1601-1651). L'atto non è menzionato fra quanto riportato dai media.

Il National Emergencies Act fu approvato nel 1976. È stato prorogato per sei volte. Nel 2007, la dichiarazione è stata rafforzata con la promulgazione della National Security Presidential Directive 51 (NSPD-51) che ha dato al presidente il potere di fare ciò che ritiene necessario in occasione di una vagamente definita "emergenza catastrofica" che include di tutto, dall'annullamento delle elezioni alla sospensione della Costituzione .

La direttiva presidenziale NSPD-51 (National Security and Homeland Security Presidential Directive) è incostituzionale. È stata emanata il 4 maggio 2007, come una direttiva "presidenziale" (aggirando il Congresso) e firmata da George W. Bush. Essa rivendica il potere di eseguire le procedure per la continuità del governo federale nel caso di una "emergenza catastrofica". Tale emergenza è interpretata come «un qualsiasi incidente, a prescindere dal luogo, che si traduca in livelli straordinari di vittime di massa, danni, o sconvolgimento che incidano pesantemente sulla popolazione degli Stati Uniti, le infrastrutture, l'ambiente, l'economia, o le funzioni di governo.»

In altre parole, si tratta di una direttiva di legge marziale. Il 10 maggio 2007, « The Washington Post» ha definito la NSPD-51 come la direttiva per un "governo ombra".

Il National Defense Authorization Act (NDAA) di John Warner per l'anno fiscale 2007 stabilisce che i militari possano essere utilizzati nel corso di una "emergenza nazionale". Sec 1076 è molto esplicito, osserva Michel Chossudovsky, e «crea praticamente un ambiente in stile Pinochet per l'arresto di massa di dissidenti politici senza processo, l'assalto alle manifestazioni pubbliche, ecc.»

Questa legge menziona specificamente una "epidemia" come un pretesto per dichiarare la legge marziale.

Prima di Warner e della NSPD-51, la legislazione approvata dall'amministrazione Clinton ha permesso ai militari di intervenire nelle attività di controllo giudiziario e del diritto civile. Nel 1996, è stata approvata una normativa che ha permesso ai militari di intervenire nel caso di un'emergenza nazionale. Nel 1999, il Defense Authorization Act (DAA) di Clinton ha esteso i poteri (a norma della legislazione 1996) creando una «eccezione» al Posse Comitatus Act, che consente ai militari di essere coinvolti negli affari civili «indipendentemente dal fatto che ci sia una situazione di emergenza», secondo Chossudovsky.

Nel 2005, un mese dopo l'uragano Rita, una cosiddetta "crisi" dell'influenza aviaria è stata strombazzata da parte del governo e dei grandi media. «Sono preoccupato per l'influenza aviaria. Sono preoccupato per quel che lo scoppio di un'epidemia di influenza aviaria potrebbe significare per gli Stati Uniti e il mondo ... ho riflettuto in merito agli scenari implicati dallo scoppiare di un'epidemia di influenza aviaria» Bush dichiarò al tempo. «Una possibilità è l'uso di un'entità militare che sia in grado di pianificare e di muoversi. Per questa ragione ho messo l'opzione sul tavolo. Penso che sia un dibattito importante che il Congresso debba avere» (il grassetto è mio).

La direttiva di Bush, firmata due anni dopo, non si preoccupò di coinvolgere il Congresso nel “dibattito”.

La dichiarazione di Obama di una emergenza nazionale pone le basi per la vaccinazione forzata e l'internamento di persone che si rifiutino di essere vaccinate.

A gennaio è iniziato al Congresso l'iter della legge che ha istituito i Centri di Emergenza Nazionale (legge HR 645). Essa richiede l'istituzione di sei centri di emergenza nazionale presso le regioni più importanti negli Stati Uniti da localizzarsi presso installazioni militari esistenti da utilizzare per le persone in quarantena nel caso di una emergenza di salute pubblica o di un programma di vaccinazione forzata. La HR 645 rimane in sede di commissione parlamentare.

La "crisi" H1N1 è una crisi costruita ad arte. Come abbiamo già notato oggi, una servizio d'inchiesta della CBS rivela che i casi di influenza H1N1 non sono così diffusi, come ci viene detto da parte del governo, il CDC, la OMS, e i grandi media . La cosiddetta epidemia è falsa.

Milioni di persone si rifiutano di prendere il vaccino H1N1. Nelle prossime settimane - se la dichiarazione di emergenza obamiana rientra nell'ambito delle direttive di cui sopra - si può assistere a un passaggio verso la legge marziale, la vaccinazione forzata, e l'internamento di coloro che rifiutano.

Nella migliore delle ipotesi, la dichiarazione di Obama è una foglia di fico volta a spaventare la gente affinché assuma la vaccinazione tossica a uccisione soft.

Speriamo che si tratti di questo.


Fonte: prisonplanet.com.


27 aprile 2009

La Febbre Suina distoglie l’attenzione dai documenti sulla tortura

di Lori Price - legitgov.org
Traduzione di Pino Cabras per «Megachip»


Immagine tratta da www.insertosatirico.com

In uno di quei momenti in cui Robin esclamerebbe «Santo cielo, capita a fagiolo, Batman!», un ‘originale’ virus influenzale (di quelli verosimilmente inventati presso i laboratori dell’esercito USA) surclassa la copertura mediatica delle rivelazioni sul fatto che i più alti livelli del governo statunitense davano istruzioni alla CIA (e ai contractor privati) affinché torturassero i sospetti di terrorismo.

Gli scienziati hanno affermato che il virus combina materiale genetico di maiali, uccelli ed esseri umani in un modo che i ricercatori non avevano mai visto prima. «Siamo molto, molto preoccupati», ha detto il portavoce dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Thomas Abraham. «Siamo di fronte a quel che sembra essere un ‘virus inedito’ che si è diffuso da esseri umani a esseri umani», ha dichiarato. «Siamo tutti in massima allerta, al momento.»

Indovinate dove scoppiò per la prima volta l’influenza suina? Esatto, a Fort Dix, New Jersey, nel 1976. Anche quella plausibilmente creata in un laboratorio dell’Esercito USA. Tredici soldati morirono, portando il governo USA a forzare l’inoculazione di un discutibile vaccino sulla popolazione, supportato da una scappatoia legale su indirizzo e per conto dei farma-terroristi. In seguito, la gente ha iniziato a morire non a causa dell’influenza, ma del “vaccino”.

Tutti i maggiori canali mediatici hanno riferito il fatto che alcuni bioterroristi angloamericani hanno manipolato il virus dell’influenza aviaria presso laboratori universitari e dell’Esercito. Questo nuovo ceppo influenzale, di un tipo che “nessuno ha mai visto”, contiene influenza aviaria. Ora, come può mai succedere “ciò”?
Il CLG (il gruppo di attivismo politico Citizens For Legitimate Government, Ndt) ha seguito da vicino le “stranezze” legate all’influenza per otto anni. Si veda: Flu 'Oddities' e Flu 'Oddities' News Archives.


Articolo originale: Flu Kills The Torture Memos