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16 novembre 2010

Su Fox News l'11/9 non è più un mito intoccabile

di Pino Cabras – da Megachip.


Per anni Fox News ha attaccato chi criticava le versioni ufficiali sull’11/9.
Ora i suoi conduttori – dopo il peso assunto dal movimento per la verità e dalle denunce dei familiari delle vittime – ammettono di «avere la mente più aperta di qualche tempo fa».
Il video che potete vedere qui di seguito è una novità sbalorditiva.

C'è Robert McIlvaine, che avevamo conosciuto nel film ZERO. E’ il padre di Robert Jr, vittima nell'attentato dell'11 settembre: un genitore con la stessa emozionante determinazione delle madri di Plaza de Mayo. C'è l'ingegnere Tony Szamboti, uno degli animatori del movimento Architects and Engineers for 9/11 Truth (ormai vicino ai 1400 aderenti), e c'è lui, il conduttore Geraldo Rivera, uno che in passato aveva preso di petto chi si dichiarava scettico di fronte al mito dell’11/9, scaricandogli contro tutti i trucchetti e le irrisioni dei mitografi governativi.
Fino a ieri il conduttore avrebbe usato consumati stratagemmi per dileggiare gli ospiti. Oggi ammette di non pensarla più come due anni fa. L’atteggiamento somiglia a quello di uno che si scusa. Perché la forza delle immagini e dei fatti che emergono intorno all'Edificio 7, anche grazie alla campagna «Building What?» è tale che le bugie non reggono, e i trucchi perdono presa ogni giorno di più.
Di recente Fox News ha anche trasmesso dei servizi che ricordavano che Mohammed Atta, il presunto capo del “gruppo di fuoco” dell’11/9, era stato monitorato da tempo come individuo sospetto, mentre l’FBI insabbiava tutto.
Mi chiedo: come mai una delle emittenti più schierate con l’amministrazione Bush e le sue guerre oggi cambia posizione, e in modo così netto?
Nei siti che trattano l’11/9 si maligna che ci sia una sorta di gioco di sponda: siccome l'attuale inquilino della Casa Bianca si è spinto fino a un punto di non ritorno nell’accettare la “verità ufficiale” dell’11/9, come un erede che accetta il lascito senza riserve, se oggi si fanno emergere pezzi di verità, questi faranno più male a Obama che a Bush. Interpretazione suggestiva. Che potrebbe avere dei corollari anche alla periferia dell’impero.
Le macerie delle menzogne cadranno meritatamente anche su quelli che non hanno mai voluto affrontare la questione che ha dato un’impronta al secolo, e perciò si sono privati della possibilità di comprendere sommovimenti politici e sociali di vasta portata. Intrappolati nella fallimentare e disastrosa missione in Afghanistan, non sanno più nemmeno perché hanno creduto alle panzane che la giustificavano.

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Di seguito un video con parti della trasmissione di Fox News, sottotitolato in italiano:
 

20 novembre 2008

9 settembre 2008

Pandora: la scatola aperta

Pandora vuole diventare uno spazio di informazione indipendente in onda sulla TV satellitare, su reti regionali e sul web.
Pandora nasce dall'impegno di professionisti della comunicazione che si battono da sempre per la libera informazione, ma Pandora è aperta alla collaborazione di tutte le persone che hanno qualcosa da raccontare.
Pandora è il punto di partenza e di arrivo di una rete di contatti che attraversano l'Italia e che si collegano con molti angoli del mondo.
Pandora non è il megafono di qualcuno o per qualcuno, Pandora vuole dare voce a chi non ce l'ha.
Per questo Pandora può vivere solo grazie al sostegno di tutte le persone che si riconoscono nel progetto.
Pandora vuole proporsi come esempio autentico di televisione di servizio pubblico, cioè una televisione che risponde ad un unico editore: i suoi telespettatori, a partire da tutti quelli che hanno deciso di sottoscrivere un "abbonamento volontario", non solo per se stessi, ma anche per tanti altri che nemmeno conoscono.
Non appena saranno raccolte le risorse necessarie per realizzare la prima stagione, Pandora metterà in cantiere un programma televisivo settimanale di circa 90 minuti e un notiziario quotidiano sul web e sul satellite.
Per tutto questo, ti chiediamo di partecipare al progetto Pandora inviandoci la tua adesione: così potremo sapere quanti siamo e tenerti sempre al corrente della strada fatta e delle prossime tappe. E ti chiediamo di parlare di Pandora con tutte le persone che possono essere interessate: non abbiamo risorse per grandi campagne pubblicitarie, la nostra forza si basa solo sul passaparola. E soprattutto ti chiediamo un aiuto concreto: anche il tuo contributo può fare la differenza. E far diventare Pandora una voce diversa a "portata di telecomando"...

Appello per un'informazione libera: [QUI].







26 marzo 2008

Canale Zero - un primo report

Riporto il primo resoconto apparso su MegaChip sulle adesioni al progetto volto a costruire un nuovo format TV in Italia.


Fonte: www.tvhistory.tv

A distanza di 3 settimane dal lancio dell'appello per un'informazione libera, abbiamo i primi risultati della campagna di raccolta delle adesioni. Pubblichiamo i seguenti documenti:

Potete continuare ad aderire scrivendo a: organizzazionemegachip AT gmail PUNTO com

11 marzo 2008

Canale Zero - progetti per un nuovo format TV



Riporto volentieri un appello molto concreto che mira a costruire un nuovo format TV in Italia.
Pino Cabras

Canale Zero
Appello per una informazione libera

Cari amici e amiche, compagne e compagni di un'Italia che non si arrende. Lo sfacelo della situazione e della classe politica e una vera e propria emergenza democratica impongono di rompere indugi e timidezze, divisioni e recriminazioni.
Dobbiamo, in primo luogo, difenderci. E possiamo contr'attaccare.
Per farlo è ormai indispensabile dotarci di strumenti di comunicazione di massa che realizzino un'informazione democratica e che ingaggino una battaglia per la difesa della democrazia e del Bene Comune.
Noi riteniamo che milioni di persone, in Italia, aspettino questa proposta e siano pronti a sostenerla.
Ma farla richiede un impegno finanziario non indifferente. Non vi sono partiti, sindacati, imprenditori disposti a finanziarla. Se vi fossero vorrebbero controllarla. Cioè non servirebbe allo scopo. Quindi dobbiamo fare per conto nostro. Ciascuno di noi, di voi, diventi editore e protagonista.
E' tra voi, tra i cittadini, che dobbiamo raccogliere la somma necessaria per avviare l'esperimento. Che è grande, immenso, ma che dobbiamo fare con gli spiccioli. Un Davide contro i sette Golia. Ma non occorre avere decine di miliardi di euro per fare una informazione decente e libera. Anzi, i miliardi di euro sono proprio quelli che la imbavagliano e la impediscono.
Noi riteniamo che lo si possa fare anche con una cifra modesta di partenza. Per farlo occorre una struttura organizzativa essenziale. Anche questa costa. Per avviare questa macchina di raccolta è indispensabile sapere in anticipo quanti siamo, quante persone e gruppi sono disponibili.
Non chiediamo, per ora, denaro.
Chiediamo, a tutti coloro che sono disposti a versare almeno 100 euro a fondo perduto, di comunicarci il loro impegno, con una semplice e-mail, accompagnata dai dati essenziali: nome e cognome, e-mail, luogo di residenza ed eventuale recapito telefonico.
I dati raccolti resteranno riservati. Verranno resi noti, nel corso dei tre mesi necessari per questa "campagna di impegno", soltanto i totali, per aree geografiche, con cadenza settimanale.
Al termine dei tre mesi valuteremo se esistano le condizioni di partenza e, in caso affermativo, avvieremo la raccolta del denaro. E useremo questi mesi per definire tutti gli aspetti amministrativi, legali, organizzativi necessari.
Il sito di riferimento per la "campagna di impegno" sarà http://www.megachip.info/ che riporterà in maniera centralizzata le informazioni essenziali. Ma coinvolgeremo una serie di siti amici, di blog, di emittenti radiofoniche e mezzi di comunicazione che vorranno appoggiare e diffondere il messaggio della raccolta.

Le tappe:
Stiamo definendo una redazione giornalistica che lavorerà a tempo pieno, e i cui componenti avranno un contratto di collaborazione regolare per l'intera durata iniziale del progetto: 18 mesi .
La redazione avrà un direttore, nominato da questo collettivo e da un ampio gruppo di sostenitori, con analoga, elevata professionalità. E che non avrà altri vincoli che quelli di una corretta deontologia professionale e quelli dettati da un semplice documento d'intenti comprendente questi punti:

  1. Difesa della Costituzione e della legalità democratica.
  2. No a ogni guerra.
  3. Difesa dei diritti sociali e civili dei cittadini.
  4. Difesa dell'ambiente e del territorio.
  5. Difesa della laicità dello stato.

Prevediamo di definire, in base a una ampia consultazione, un comitato di garanti, super partes, scelti tra le personalità democratiche che godono della fiducia generale per le loro qualità professionali, culturali, scientifiche, di azione sociale. Il loro compito sarà di verificare che queste impostazioni ideali siano rispettate. A tal proposito vi chiediamo sin d'ora di esprimere il nome di una persona che, secondo voi, possa assicurare l'applicazione dei principi di cui sopra.
L'indipendenza degli operatori sarà totalmente garantita. Ogni fase della costruzione del progetto sarà resa pubblica nel più totale rispetto della trasparenza, attraverso strumenti di verifica diretta dei suoi finanziatori. In primo luogo attraverso la Rete, ma anche con una articolazione di comitati e di assemblee nei territori.

Primi firmatari:
Giulietto Chiesa, don Aldo Benevelli, Anna Maria Bianchi, Caparezza, Sergio Cararo, Franco Cardini, Paolo Ciofi, Tana de Zulueta, Arturo Di Corinto, Laura Di Lucia Coletti, Claudio Fracassi, Luciano Gallino, don Andrea Gallo, Udo Gumpel, Sabina Guzzanti, Serge Latouche, Lucio Manisco, Gianni Minà, Roberto Morrione, Diego Novelli, Moni Ovadia, Riccardo Petrella, Carlo Petrini, Lidia Ravera, Ennio Remondino, David Riondino, Roberto Savio, Antonio Tabucchi, Gianni Vattimo, Vauro, Elio Veltri, Dario Vergassola, Alex Zanotelli
(L'elenco è aperto ad altre adesioni, che saranno tempestivamente rese note)