di Pino Cabras – da Megachip.
Ascoltate bene i commenti a caldo di Chicco Fukushima Testa, l’alfiere del ritorno al nucleare in Italia, la sera in cui la catastrofe tsunami iniziava a diventare catastrofe atomica. Sono 102 secondi che potremo proporre agli storici per descrivere con un esempio lampante l’inadeguatezza delle classi dirigenti italiane, la loro piccineria irresponsabile, l’arroganza con cui trattano problemi che non hanno nessuna capacità né intenzione di affrontare: problemi che hanno a che fare con la vita e la salute di milioni di persone. Non finisce mica qui.
Se nel frattempo riuscite a diradare la nube di cesio e plutonio, troverete che non erano malaccio, a risentirli oggi, neanche i commenti di quell’altra madonna pellegrina dell’atomo, Umberto Fukushima Veronesi, quando si sperticava in elogi per l’assoluta sicurezza del nucleare. Forse era inconsapevole di un anagramma di Umberto Veronesi: “tumori: ve ne serbo?”.
Lo so che non c’è due senza tre. Godetevi perciò lo slogan di Pierfukushima Casini: «Ripercorrere la via del nucleare»:
Ed è solo per completezza che vi lascio alle «centrali assolutamente sicure» vantate davanti a Sarkozy da Silvio Beluskushima:
C'è un referendum che ci aspetta. Cerchiamo di vincerlo.
15 marzo 2011
Chicco Fukushima Testa e i suoi fratelli
22 marzo 2008
Il Gruppo Carlyle assume Sarkozy
di Pino Cabras
Il Carlyle Group è uno dei principali azionisti di molti fornitori delle forze armate, americane e non solo. Altro campo di grande interesse: i media. Nella Carlyle gli interessi delle forze armate più potenti del mondo e delle industrie a produzione militare si intessono con le convenienze della politica e dell’alta finanza.
La famiglia bin Lāden investì nel Carlyle Group circa 1,3 miliardi di dollari e anche la famiglia Bush ha avuto partecipazioni di primo piano. Per anni guidato dall'ex segretario USA alla Difesa Frank Carlucci, il fondo ha ricompreso nel tempo – oltre a George Bush padre e ai bin Lāden - figure del calibro di George Soros, Mikhail Khodorkovsky e John Major.
È molto trasversale e bipartisan anche il parterre dei referenti italiani: Marco de Benedetti, Letizia Moratti, Chicco Testa, Giulio Tremonti.
La tendenza a costruire questi intrecci, poco segnalati dai principali media, continua ancora, e appare in grado di condizionare la vita politica di Stati molto importanti. Per esempio anche la Francia di Sarkozy, ultimamente riportata in un ambito più 'atlantico'. Ecco perché potrebbe essere interessante leggere la traduzione di un articolo apparso su «Réseau Voltaire» il 21 marzo 2008, intitolato Le Carlyle Group engage M. Sarkozy. La stampa importante ormai insegue solo il gossip di Carla Bruni, mica queste vicende:
fonte: Réseau Voltaire
Il Carlyle Group, che amministra le fortune delle famiglie Bush e bin Lāden, ha deciso di creare un servizio finanziario particolare destinato a piazzare le eccedenze di petro-dollari dei fondi sovrani, principalmente quelli del Kuwait e di Singapore. Per dirigere questo servizio, il direttore onorario di Carlyle, Frank Carlucci, ha consigliato di reclutare il quinto più importante negoziatore d'affari di Wall Street : Oliver Sarkozy.
Sarkozy, fratellastro del presidente della Repubblica francese, avrebbe realizzato nel 2007, secondo la classifica Dealogic, un volume di operazioni pari a 514 miliardi di dollari. Si è messo in luce in numerose acquisizioni, soprattutto quella dell'emittente di carte di credito MBNA per Bank of America nel 2006 (35 miliardi di dollari), o quella di Sallie Mae per un consorzio di banche e di società di capitali-investimento (25 miliardi). Ha altresì consigliato ABN Amro e Barclays nella loro fusione. Ora passa a una categoria a velocità superiore.
Oliver Sarkozy aveva organizzato l'incontro tra il presidente Bush e il suo fratellastro quando quest'ultimo non era ancora che ministro dell'Interno.
Christine de Nagay, madre di Oliver Sarkozy, si è risposata in seconde nozze. Nei primi anni Cinquanta, suo patrigno aveva assunto Frank Carlucci al dipartimento delle operazioni della CIA.

